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LETTERA BCE/ Fortis: con questa manovra l'Italia può farsi valere con il resto del mondo

Pubblicazione:giovedì 29 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 29 settembre 2011, 17.49

Foto Ansa Foto Ansa

Un documento segreto pubblicato in esclusiva da Il Corriere della Sera. Sa un po' di spy story quanto è apparso oggi sul quotidiano milanese: il testo integrale della lettera inviata da Jean-Claude Trichet e Mario Draghi per conto della Banca centrale europea lo scorso 5 agosto al Governo italiano. Il testo, per alcuni una sorta di autentico diktat, contiene tutte le indicazioni severissime per dare vita a una manovra entro la fine di settembre per regolare i conti del nostro Paese. Indicazioni così dettagliate che prontamente il nostro esecutivo ha dato via alla manovra presentata lo scorso 13 agosto e poi ritoccata successivamente. Indicazioni prese quasi alla lettera che però oggi, osserva qualcuno, non sembrano aver funzionato tanto che lo spread fra Btp italiani e Bund tedeschi si è ancora aggravato. Il nostro Governo non ha fatto tutto quello che era stato chiesto, o le indicazioni della Bce alla fine non erano poi così buone? IlSussidiario.net ha discusso di questo con il Professor Marco Fortis, Vicepresidente della Fondazione Edison, cbe ha le idee ben chiare al proposito: "Quello che ci penalizza più di ogni altra cosa è la perdita di credibilità che il nostro Paese e il nostro Governo hanno nei confronti dei mercati internazionali" spiega il Professor Fortis.
"Abbiamo numeri tutt'altro che malvagi, e con tutte le critiche che ci possono fare si può dire che siamo messi meglio di altri Paesi come tendenza di riduzione e stabilizzazione del debito. Purtroppo gli scandali estivi che hanno toccato il nostro governo nonché la perdita di autorevolezza del nostro ministro dell'economia ci hanno reso poco credibili e insicuri all'occhio internazionale". Non solo. Secondo Fortis, bisogna anche tenere conto "che la Banca centrale che  tutti dicono essere il punto di riferimento centrale è invece usata per scopi di parte. Proprio oggi Susanna Camusso ha detto che bisogna fare la patrimoniale perché non si può accettare che la Confindustria tocchi le pensioni, Ma a dire così non è stata la Confindustria, a chiederlo è la Bce. Allora non si può tirare la Bce per la giacchetta: quando ti fanno piacere le cose che dici la citi, quando non ti fanno piacere fai finta non le abbia mai dette". Per Fortis "noi siamo un Paese che dovrebbe avere un progetto unitario condiviso e non correre dietro a ipotesi fantasiose di diktat esteri. Se avessimo un punto di vista largamente condiviso su come affrontare la crisi, con i numeri che abbiamo ne usciremmo meglio di altre nazioni".

Professore, come giudica il contenuto della lettera inviata dalla Bce al Governo italiano?

Si possono fare due osservazioni. La prima è che la Bce ha sempre ragione e quindi noi non abbiamo seguito le sue indicazioni visto che la situazione ancora oggi presenta molte problematiche. Ma questo non giustificherebbe l'andamento dei mercati, in particolare della nostra Borsa che è quella che ha segnato perdite più consistenti così come le nostre banche, perché il contenuto della missiva era segreto e dunque i mercati non potevano conoscerlo. Io ritengo invece che i mercati ci abbiano punito per l'atteggiamento ondivago del nostro Governo e per la mancanza di credibilità internazionale in seguito agli scandali estivi di cui siamo stati protagonisti.

La seconda osservazione?

Che la Bce è sì autorevole, ma non infallibile. In questo senso un Governo che è credibile ha tutti i diritti di far valere alcuni punti che crede necessari per affrontare la propria situazione economica. Diciamolo chiaramente che il nostro Governo ha messo in atto una manovra draconiana che nessun altro Paese al mondo ha avuto il coraggio di fare, una manovra che nei prossimi tre anni porterà a dei risultati concreti.


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