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CERNOBBIO/ 1. Napolitano sprona il governo, ma aleggia il fantasma della fine dell’euro

Pubblicazione:sabato 3 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:lunedì 5 settembre 2011, 11.11

L'economista Usa Nouriel Roubini a Cernobbio (Ansa) L'economista Usa Nouriel Roubini a Cernobbio (Ansa)

È una sfilata di personaggi, conosciuti solo per nome oppure intravisti attraverso la televisione, quella che si svolge al Workshop Ambrosetti, giunto ormai alla trentasettesima edizione e ormai assunto al titolo di Forum, sotto il logo di “The European House” Ambrosetti. La voglia principale è quella di andare a scoprire gli angoli più belli di Villa d’Este, tra cui campi da tennis eccezionali, dove sino a novant’anni si esibiva una grande campionessa italiana, Lucia Valerio. Oggi la nobiltà tennistica la mantiene un grande giornalista ed ex grande campione, Gianni Clerici, ormai alla vigilia degli 80 anni.

Ma l’urgenza di questa dannata estate economica e finanziaria, la nuova caduta delle Borse avvenuta venerdì 2 settembre, l’incertezza del futuro e i dati macroeconomici sfornati in quantità industriale, ti riportano forzatamente nella hall splendida del grande albergo di Cernobbio, sul Lago di Como. L’aria condizionata, ormai tarata su standard americani, ti risveglia dalla dolcezza del clima...

La giornata di oggi (ieri, ndr) era dedicata ai conti pubblici italiani, ma il nuovo tonfo dei mercati, sia al di qua che al di là dell’Atlantico, ha spostato la discussione dei problemi sull’intera Eurozona. Per primo è arrivato, in videoconferenza, il messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Non è stato di certo un messaggio convenzionale. Napolitano portava il saluto di un Presidente che commemora i 150 anni di unità del Paese, dove accanto a fatti esaltanti c’è la verità della persistenza di profonde contraddizioni che non sono state mai nascoste. Quasi un monito alla verità da comunicare in un momento tanto delicato, dove negli ultimi dieci anni si è guardato poco alla quadratura dei conti. Il Presidente invita non tanto una parte della classe politica, ma tutto il Paese, sia la maggioranza che l’opposizione, ad approvare presto e con certezza la manovra che ci viene richiesta dall’Europa. L’invito di Napolitano è semmai quello di stemperare i toni di contrasto, è un invito al governo a rappresentare con coesione un intero Paese che ha coscienza delle difficoltà che viviamo.

Il Presidente non risparmia qualche passaggio sull’appannamento dello spirito europeistico che ha portato a Maastricht, all’Europa monetaria e a una maggiore unità e coesione.

I media sembrano solo a caccia di richiami anti-governativi di Napolitano. Ma il Presidente è troppo rispettoso della Costituzione e lancia il suo richiamo a tutti, specificando che se il Governo cadesse rispetterebbe la prassi costituzionale per un governo a cui sarebbero chiamate tutte le forze che vogliono garantire uno sforzo comune contro questa grande turbolenza finanziaria.


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