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BORSE/ Chiusura negativa per Piazza Affari, ma resta la settimana del rialzo (il punto alla chiusura)

Da venerdì scorso le Borse europee hanno iniziato a riprendersi, con diverse sedute positive. Anche se oggi la chiusura è negativa non si poteva sperare di meglio, afferma GIANLUIGI DA ROLD

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Si poteva sperare di più da questa settimana di mercati in rialzo? Da venerdì scorso le Borse europee hanno cominciato a riprendersi e, sino a ieri, hanno inanellato cinque sedute positive. Il calcolo approssimativo di guadagno era intorno al 10 percento. Oggi le Borse hanno aperto in territorio negativo e per tutta la giornata ci sono rimaste. Di fatto hanno ritracciato brevemente con un rimbalzo discreto dopo settimane di trend ribassista. Onestamente, di fronte ai dati macroeconomici che non sono mai confortanti, alla sequenza di suggestioni, voci e rumors dell'ultimo week-end e a una sola notizia certa e positiva, il via libera del Bundenstag a Angela Merkel sull'allargamento del Fondo salva-Stati, non ci si poteva aspettare di meglio.
Certo, sarebbe stato meglio che l'ultima settimana di settembre avesse chiuso con una discontinuità netta rispetto alle precedenti settimane di settembre e sopratutto all'”agosto nero” delle Borse. Ma di questi tempi, una chiusura come quella di oggi del meno 1,4 percento con una soglia di punti appena sotto i 15 mila è accettabile e quasi in linea con il corso fisiologico dei mercati. Hanno fatto peggio il Dax tedesco e il Cac 40 francese, entrambi sotto di oltre due punti percentuale. Ma anche in questo caso, occorre ricordare gli exploit positivi della settimana.
In questo conteggio occorre tenere presente che tutti i problemi dell'economia e della finanza occidentale sono ancora aperti. L'allargamento di 440 miliardi di euro, concessi dal Bundenstag, è ben lontano da quel piano, annunciato d non si sa bene da quale fonte consultata dalla stampa britannica, che prevedeva uno stanziamento di tremila miliardi di euro. Neppure le smentite ufficiali hanno fermato le Borse, in un momento di euforia.
Tuttavia, anche quel piano “sparato” per strane indiscrezioni ha fornito una consapevolezza ai mercati: grande o piccolo che sia, un intervento di politica economica da parte degli Stati e degli organismi internazionali sarà realizzato.
E' questo il punto chiava della situazione che spiega la voglia di ritorno al rischio dell'ultima settimana di settembre.