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Economia e Finanza

FINANZA/ Il Fmi ha ragione, meglio uscire dall'euro (e salvarsi) che rimanerci

“Molte banche europee rischiano di non sopravvivere se saranno costrette a rivedere il valore di bilancio dei titoli del debito in loro possesso agli attuali valori di mercato”. questo il giudizio del numero uno di Deutsche Bank, Josef Ackermann. C'è però ancora di più nel nervosisimo sempre crescente dell'Fmi. Le banche centrali e altri organismi ufficiali hanno parcheggiato somme record di dollari presso la Federal Reserve, chiaro indicatore di una perdita di fiducia nelle banche commerciali. I numeri che giungono dalla Fed di St. Louis, infatti, non si prestano a interpretazioni: i fondi di riserva da parte di conti esteri ufficiali sono infatti raddoppiati dall'inizio dell'anno, con un picco enorme in contemporanea con il contagio a Spagna e Italia della crisi del debito a fine luglio.

Grafico 1

Il totale, ad oggi, è di poco superiore a 100 miliardi di dollari, una goccia nel mare della somme investite in obbligazioni come detenzioni di riserve estere ma per Simon Ward della Henderson Global Investors “tutto questo dimostra una pervasiva erosione della fiducia nel sistema bancario europeo. Le banche centrali sono preoccupate per la sicurezza dei loro depositi e quindi stanno depositando il denaro presso la Fed”. Per capirci, siamo ai livelli che precedettero il crollo di Lehman Brothers. Di più, le banche europee si sono ridotte a farsi prestare stanziamenti in dollari a una settimana, pittosto che a sei o dodici mesi come al solito.
Un altro pattern perfettamente identico a quanto accadde nel 2008, con la differenza che questa volta che le principali banche centrali hanno linee di swap col dollaro attive. Se il mercato di finanziamento in dollari dovesse congelarsi, allora la Bce potrebbe agire come un backstop, ovvero porsi a protezione degli istituti esposti. Per l'ennesima volta. La Banca per i Regolamenti Internazionali ha reso noto che le banche europee e britanniche hanno un gap di finanziamento in dollari di 1,8 trilioni derivante dall'espansione globale durante il boom che dipende sul finanziamento in dollari e va incontro a roll-over obbligato. Questo non sarebbe un problema in condizioni normali ma le dinamiche di finanziamento possono bloccarsi durante una crisi.


COMMENTI
09/09/2011 - Suggerimenti concreti (Vittorio Cionini)

Qualche sera fa, dopo aver letto un articolo di Bottarelli, ho sognato mia nonna che mi diceva di comprare dei sacchi di farina. Aggiungerei qualche fiasco d'olio.

 
06/09/2011 - l'elefante Italia + Spagna (Fabrizio Terruzzi)

Se la UE non riesce a salvare il moscerino Grecia figurati l'elefante Italia + Spagna. Quindi addio all'eurozona e ritorniamo uno contro l'altro armati con tanto di frontiere doganali e valute nazionali? Un bello sfacelo. Sarebbe stata meglio una manovra non da 40-60 miliardi ma da 400-600 (di cui la metà fatta di riduzioni di spesa). Tanto prima o dopo dovremo farla, con Euro o senza Euro, direttamente o indirettamente (attraverso un mezzo default a scapito solo di alcuni, un'inflazione a due cifre, ecc.).

 
06/09/2011 - meglio uscire dall'euro (Stefano Gianni)

Caro Bottarelli, quello che dice è giusto, tuttavia mi riesce difficile capire l'ultimo invito e cioè darsi da fare prima che sia troppo tardi. Se è diretto a me, l'accetto, ma comunque non saprei cosa fare, uscire dall'euro da solo non posso e anche tenere i soldi sotto il materasso non risolverebbe nulla nel caso di crisi globale. Se è diretto ai nostri governanti, credo che più di quello che stanno facendo non sappiano fare, o non possano fare. Quindi non potrebbe essere più preciso? Grazie e saluti