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FINANZA/ Il Fmi ha ragione, meglio uscire dall'euro (e salvarsi) che rimanerci

Pubblicazione:martedì 6 settembre 2011 - Ultimo aggiornamento:martedì 6 settembre 2011, 12.43

La borsa di New York La borsa di New York

Ecco perchè questa volta, il criterio mark-to-market dell'Fmi e il suo allarme sono davvero seri, anche perché il Fondo non ha sbagliato una sola volta in passato ma due: la prima per eccesso ma la seconda per pesante difetto, quando all'inizio della crisi quantificò le perdite potenziali fino a 600 miliardi di dollari e, ad oggi, hanno già raggiunto 2,1 triliardi. Inoltre, le banche europee stanno ancora lottando per avere accesso ai 7 triliardi di dollari dei money market funds americani ma la scorsa settimana Fitch ha confermato che gli istituti italiani e spagnoli sono stati tagliati fuori.
E qui interviene la questione greca, poiché fino a quando questa manterrà il suo status di capro espiatorio di tutti i guai e l'accanimento terapeutico nei suoi confronti proseguirà, gli investitori continueranno a vedere una possibile fine ai bagni di sangue e le banche europee resteranno intoccabili. Se Atene andrà a gambe all'aria, ovvero dovrà ristrutturare il suo debito attraverso un default più o meno controllato, nessuno sarà più al sicuro. E, purtroppo, quel momento appare sempre più vicino. Venerdì scorso la sospensione delle trattative tra trojka Ue-Bce-Fmi e il governo greco, ufficialmente per dieci giorni, ha fatto schizzare il rendimento del decennale greco al 75 per cento e quello del bond a 2 anni a circa il 50 per cento, oltre ad affossare tutte le Borse europee insieme al dato sulla disoccupazione Usa.
Un economista dell'Fmi interpellato dal Wall Street Journal ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Mi aspetto un pesante default prima di marzo, forse quest'anno e potrebbe arrivare con questa revisione del piano. Le speranze di successo del secondo salvataggio sono minime”. Ne hanno sempre maggiore consapevolezza in Germania, da ieri con un governo ancora più debole dopo la netta sconfitta di Angela Merkel e del suo partito alle elezioni amministrative in Meclenburgo e in attesa domani della sentenza della Corte costituzionale sulla liceità, in base alla legge tedesca, del primo salvataggio greco. Christian Lindner, segretario generale dell'Fdp, i liberali alleati della Merkel, ha chiaramente detto che “Atene sta mettendo in pericolo il concetto di solidarietà europeo. La rottura dei colloqui fra la trojka e la Grecia è un colpo alla stessa stabilità dell'euro”.


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COMMENTI
09/09/2011 - Suggerimenti concreti (Vittorio Cionini)

Qualche sera fa, dopo aver letto un articolo di Bottarelli, ho sognato mia nonna che mi diceva di comprare dei sacchi di farina. Aggiungerei qualche fiasco d'olio.

 
06/09/2011 - l'elefante Italia + Spagna (Fabrizio Terruzzi)

Se la UE non riesce a salvare il moscerino Grecia figurati l'elefante Italia + Spagna. Quindi addio all'eurozona e ritorniamo uno contro l'altro armati con tanto di frontiere doganali e valute nazionali? Un bello sfacelo. Sarebbe stata meglio una manovra non da 40-60 miliardi ma da 400-600 (di cui la metà fatta di riduzioni di spesa). Tanto prima o dopo dovremo farla, con Euro o senza Euro, direttamente o indirettamente (attraverso un mezzo default a scapito solo di alcuni, un'inflazione a due cifre, ecc.).

 
06/09/2011 - meglio uscire dall'euro (Stefano Gianni)

Caro Bottarelli, quello che dice è giusto, tuttavia mi riesce difficile capire l'ultimo invito e cioè darsi da fare prima che sia troppo tardi. Se è diretto a me, l'accetto, ma comunque non saprei cosa fare, uscire dall'euro da solo non posso e anche tenere i soldi sotto il materasso non risolverebbe nulla nel caso di crisi globale. Se è diretto ai nostri governanti, credo che più di quello che stanno facendo non sappiano fare, o non possano fare. Quindi non potrebbe essere più preciso? Grazie e saluti