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Economia e Finanza

MANOVRA/ 2. Guerini (Confcoop): il "blitz" del governo punisce 4 milioni di assistiti

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Se dobbiamo farci carico di risolvere il peso enorme del debito pubblico, proviamo finalmente a fare una manovra che agisca sulla ricchezza per rimettere in circolazione risorse immobilizzate e provare a dare uno stimolo allo sviluppo.

Nella storia degli ultimi 40 anni del nostro Paese, il settore economico che ha accantonato più risorse è quello immobiliare e in parte quello della finanza. Si calcola infatti che la ricchezza mobiliare e immobiliare delle famiglie italiane è di circa 8.600 miliardi di euro. Di questa ricchezza, di cui spesso ci facciamo onore per distinguere la nostra crisi da quella della Grecia, più di 4.000 miliardi sono posseduti dal 10% della popolazione più ricca del paese, la media è di 1,6 milioni di patrimonio ciascuno. Immaginare di chiedere un contributo straordinario del 10% su queste ricchezze, anche solo per un periodo temporaneo di tre anni, porterebbe il debito dal 120% del Pil al 95%, liberando risorse per lo sviluppo e la crescita dell’economia produttiva. Probabilmente la qualità della vita di questo 10% della popolazione non verrebbe intaccata in modo irrimediabile, certo si tratterebbe di un sacrificio, ma il bene comune del paese ne trarrebbe un importante giovamento. Un intervento di questa natura non deprimerebbe i consumi come un incremento dell’Iva, non aumenterebbe il costo del lavoro come qualsiasi intervento di tassazione sulle imprese o sui redditi da lavoro, non penalizzerebbe ulteriormente la classe media del paese e non impoverirebbe i lavoratori.   

Proprio in questo momento di crisi e di grave minaccia per le sorti del paese, la tenuta del sistema di coesione sociale ha bisogno di equità e di giustizia, così come il welfare può ricevere dal modello mutualistico della cooperazione sociale un contributo utile per avvicinare, in modo governato, la domanda organizzata (mutualizzare i bisogni) e la risposta innovativa, flessibile ed efficace (organizzare risposte sempre nuove), accessibile alla maggioranza della popolazione. Per questo una manovra finanziaria in tempo di crisi dovrebbe preoccuparsi di sostenere le cooperative più che di escogitare forme per applicare ad esse un maggiore carico fiscale.

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