BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Tutte le mosse della Fed che "inguaiano" Usa ed Europa

Pubblicazione:

Foto: Ansa  Foto: Ansa

E la più che sostenuta domanda di titoli di Stato americani consente agli Stati Uniti di indebitarsi a un costo basso, un circolo vizioso che si autoalimenta: gli investitori fuggono a gambe levate dall'Europa e scommettono su nuovi aiuti da parte della Fed, gli Usa fanno tutto ciò che è in loro potere per aggravare la crisi dell'Ue e mettono sotto pressione la Fed con mosse a sensazione come invocare, a vuoto, la rule 48.

E, sempre per assoluta casualità, proprio martedì sera mentre Wall Street si avviava a chiudere in ribasso ma senza alcun bagno di sangue, Ben Bernanke ha sentito il bisogno di rispondere pubblicamente a una lettera scrittagli il 14 luglio - non la settimana scorsa - dai senatori repubblicani, Tom Coburn e Bob Corker, rassicurandoli sul fatto che «l'esposizione netta delle banche americane, comprese le filiali estere, al debito sovrano di Grecia, Irlanda e Portogallo è gestibile e molto inferiore a 200 miliardi di dollari». E in un tripudio di coincidenze fortuite, in contemporanea il Fondo Monetario Internazionale si rimangiava quanto denunciato dal suo numero uno, Christine Lagarde e, stando a una fonte europea, “accettava di abbassare sostanzialmente le stime iniziali delle necessità di rifinanziamento delle banche dell'eurozona e conveniva sul fatto che il settore privato andrà incontro alle necessità di ricapitalizzazione delle banche”. Insomma, vanno ricapitalizzate o no? Per una volta America e Ue sono d'accordo: meglio stare zitti e sottostimare i rischi. I tedeschi eviteranno così di dover ammettere che contabilizzano nei bilanci obbligazioni spazzatura non al valore di mark-to-market ma dell'atto di acquisto e gli americani si godranno lo spettacolo del crollo del sistema bancario dell'eurozona, senza paracaduti o scialuppe di salvataggio. Nei fatti, poi, il terzo round di QE è già stato deciso e negli Usa viene definito con il nome in codice di "Operation Twist", l'unica scelta ancora da compiere è se annunciarlo e farlo partire a fine settembre o a novembre. Stando a indiscrezioni, la Fed scaricherà 240 miliardi di dollari di Treasuries a diciotto mesi e 4 anni e li userà per comprare bonds a con scadenza superiore a 4 anni. Ovvero, 20 anni e 30 anni, quindi vendendo i decennali.

Insomma, stimolo iniziale attraverso un nuovo piano Tarp per salvare le banche ed estensione delle durate delle obbligazioni. Quando? Probabilmente a settembre ma senza svelare da subito l'ammontare defintivo del nuovo programma, il quale dovrebbe essere di circa 420 miliardi di dollari di acquisti di duration, poco meno del QE2. Le operazioni di acquisto verranno rese note mese per mese e dovrebbero essere di circa 55 miliardi mensili, quindi fino ad aprile 2012, periodo che avrà permesso all'inflazione di arretrare e quindi rimettere in pista l'attuazione di un piano vero e proprio di quantitative easing. E a confermare che tra sei mesi il mondo sarà in una condizione decisamente diversa da quella attuale, ci ha pensato la notizia che il Carlyle Group ha presentato richiesta per quotarsi in Borsa. Secondo quanto riportava il Washington Post, il colosso del private equity - che gestisce asset per oltre 150 miliardi di dollari - ha presentato alla Securities and Exchange Commission, la Consob americana, un documento di 400 pagine.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
08/09/2011 - dalla lettura queste riflessioni (Fabrizio Terruzzi)

Dalla lettura queste riflessioni: 1) in sostanza il problema dell'Euro è di governance. Non ha senso una moneta unica fra venti paesi di lingua diversa, dove ognuno può fare più o meno quello che vuole. E' contro ogni logica. Qualcuno ha iniziato a capirlo. Meglio un van Rompuy che niente: è solo un inizio (si spera). 2) una finanza di dimensioni enormi che sciaborda da un mercato all'altro in operazioni che durano mediamente 11 secondi è un pericolo pubblico che va disinnescato. O la finanza si impegna nell'economia reale o conviene cacciarla come fosse la peste (= fine istantanea dell'egemonia americana "se venite qui solo per razzolare in borsa o a fare geopolitica finanziaria statevene pure a casa"). Le borse vanno ricondotte alla loro originaria funzione, di canalizzare il risparmio verso il capitale di rischio. Per così come sono sarebbe meglio chiuderle, si sono trasformate in un puro luogo di gioco, spesso anche scorretto. 3) togliamoci dalla testa che le economie avanzate possano ancora crescere più di tanto. Non ci si può strafogare sempre di più di beni perchè fa comodo agli economisti. Imparino a gestire la stabilità e a creare sicurezza per il futuro anzichè predicare inutilmente sulla crescita.