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MANOVRA/ Campiglio: fatta la "manovrina", servono vere riforme

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Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Ansa)  Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti (Ansa)

Direi che si può aggiungere all'incertezza, che si vede sui mercati, anche il disorientamento che investe tutti cittadini. E la cosa peggiore è che si vedono posizioni differenti nella maggioranza di governo, mentre all'opposizione non si vede nulla di chiaro, se non dichiarazioni un po' demagogiche e un po' polemiche. Anche questo è tutt'altro che confortante.

Si nota, di fronte a questa crisi, una radicalizzazione politica non solo in Italia, ma anche in Germania e anche negli Stati Uniti.

Qui mi sembra che non si sia compreso che siamo davanti a una crisi epocale, che è difficile affrontare e che comunque non si può affrontare con gli stessi mezzi di un tempo. E' dal 2007, dall'estate di quell'anno, che siamo di fronte a questa crisi. C'è indubbiamente una radicalizzazione politica anche in Germania. Io ho l'impressione che l'opinione pubblica tedesca non voglia gli eurobond. E non è così sbagliato che ognuno metta i conti a posto a casa sua. Con una fiscalità diversa, il bilancio pubblico alla fine non è semplicemente il bilancio che viene approvato dalla sovranità del governo nazionale, ma anche dalla sovranità popolare che quel governo esprime. C'è una radicalità politica anche negli Stati Uniti. Si ridiscute delle banche, ma soprattutto ci sono i dati sulla disoccupazione, ferma da troppi mesi intorno al 9 per cento e che comincia a mettere a repentaglio un blocco generazionale che ha perso tutti i riferimenti.

E l'Italia?

In queste bufere, bisogna restare uniti. Cominciamo a uscire dalla tempesta, con coesione, poi si può discutere di nuovi modelli, di nuove scelte per crescere e rilanciare lo sviluppo.

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
08/09/2011 - I lavoratori "anziani" (Mariano Belli)

"Possibile che nessuno si renda conto che ormai dopo i 50 anni non esiste più un mercato del lavoro? Sia per le donne che vorrebbero ritornare al lavoro dopo aver allevato dei figli, sia per gli uomini che, magari a causa di ristrutturazioni, hanno perso il lavoro? Ma come fanno, nella società di oggi, a ritrovare un lavoro? Senza una ridefinizione del sistema si continua a costringere nell'angolo le famiglie". Finalmente! Finalmente qualcuno su questo sito parla apertamente di una tragedia immensa, che tra l'altro è solo all'inizio del suo svolgersi, dato che l'età della pensione di vecchiaia che è sempre più lontana (minimo 67 anni, ma chissà che non la portino fino a 70!) e la libertà di licenziare che stanno per introdurre nei contratti aziendali stanno per produrre un dramma sociale enorme, anche perchè le aziende i primi che faranno uscire saranno coloro che guadagnano di più, cioè gli "anziani". Perciò : grazie per averne parlato! Ora speriamo che qualcuno di questi zelanti legislatori dopo aver pensato al bene delle aziende pensi anche al bene di queste Persone, spesso sull'orlo della disperazione, che hanno bisogno e voglia di lavorare.

 
08/09/2011 - prestito forzoso? (francesco scifo)

Non sono del parere dell'illustre professore. Carlo Cattaneo, milanese come lui, sosteneva questo: Il concetto è che mentre l’impoverimento anche di un individuo impoverisce anche la società, l’arricchimento anche di uno migliora il sistema, sia perché oggettivamente aumenterà il prodotto lordo generale, facendo l’individuo in questione parte del sistema sociale, sia perché il singolo, godendo del suo benessere, distribuirà necessariamente una parte di questo alla società. Invece, sotto questo profilo, un povero nulla può distribuire ed un aumento della povertà individuale determinerà la diminuzione del benessere collettivo. Non c’è, quindi, solo un problema di distribuzione, di allocazione delle risorse: la povertà diffusa, o più diffusa, non distribuisce benessere, né beni, né felicità, ma è necessario aumentare e favorire la ricchezza per aumentare di conseguenza il benessere collettivo: se si supera una soglia di carità marginale utile, la filosofia del togliere ai ricchi per dare ai poveri non risolve nulla perché toglie proprio a chi può investire e creare ricchezza per dare a chi solo la può consumare, non avendo mai abbastanza per investire e, contemporaneamente, vivere agiatamente. Colpire la classe media aumentando la povertà diffusa non favorirà il paese.