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OCSE/ Crescita vicina alla stagnazione. In Italia, Pil a -0,1% nel quarto trimestre

Le stime dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) non lasciano sperare in nulla di buono. I Paesi che ne fanno parte sarebbero vicino alla stagnazione

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Le stime dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) non lasciano sperare in nulla di buono. I Paesi che ne fanno parte sarebbero vicino alla stagnazione, mentre, in molte economie dell’area la ripresa si è arrestata. E’ quanto di apprende dall’Interim Assessment che è stato diffuso oggi. In esso si evince come le previsioni di crescita dell’area Euro e degli Stati Uniti siano state ridimensionata mentre quelle del Giappone, in seguito al disastroso Tsunami, si sono rivelate meno negative di quanto previsto. Benché non faccia parte dell’Organizzazione, è stata registrato anche un indebolimento della Cina. Per quanto riguarda l’Italia, si parta addirittura di recessione. Nel terzo trimestre, secondo i calcoli dell’Ocse, il Pil si contrarrà dello 0,1 per cento, mentre nel quarto ci sarà un analoga maggiorazione, per un saldo nullo, nel secondo semestre. Sono state riviste al ribasso anche le stime del primo e del secondo trimestre. In precedenza si era calcolata una crescita dell’1,1% e del +1,3% ora decrementata a  +0,6% e +1,0%. Secondo Piercarlo Padoan, capo economista dell’Ocse, l’Italia viene penalizzata e condizionata dall’andamento generale dell’economia. «Come di consueto – ha dichiarato da Parigi - l'Italia si colloca nella fascia bassa delle grandi economie». La crescita dei Paesi del G7, negli stessi trimestri, è stata stimata, rispettivamente, in +1,6% e +0,2%. In particolare, la Germania registrerà un  +2,6% e, nel quarto trimestre, un decremento dell’1,4%. Per quanto riguarda, invece, la Francia, la crescita dovrebbe attestarsi sullo 0,9 % nel terzo trimestre e sullo 0,4 nel quarto. Il dato che aggrega le tre economie della zona euro denominata Euro3 - Francia, Germania e Italia  vede  crescere il Pil del +1,4% e diminuire dello 0,4%. Oltreoceano si assisterà, nel terzo trimestre ad un +1,1% seguito da un rallentamento, con un +0,4%. In Giappone, invece, i dati previsti sono: +4,1% e 0%. A pesare, secondo l’organizzazione, sull’andamento negativo, alcuni fattori, in particolare, come la stagnazione del commercio mondiale o «l'ampliamento del surplus commerciale cinese».