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BORSE/ Nuova giornata critica: Piazza Affari perde il 2% (il punto con Wall Street)

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Il discorso del presidente Barack Obama sinora non ha fatto grande impressione ai mercati europei. Lo stanziamento di 447 miliardi di dollari sul mercato del lavoro americano per la creazione di nuovi posti di lavoro può rivelarsi utile. Ma il problema è sapere quando si avranno i primi risultati, mentre la disoccupazione Usa staziona ormai da un anno su cifre allarmanti: 9 percento come stima al difetto. Mentre le Borse asiatiche non hanno chiuso bene, quelle europee hanno aperto male stamattina. Si è subito capito che c'era di nuovo un trend ribassista che, verso mezzogiorno, ha portato il Ftse Mib di piazza Affari a meno due punti percentuali con tutti i mercati europei in territorio negativo. Del resto non dovevano illudere le due ultime sedute di parziale rialzo.
Siamo sempre in una situazione di crisi e di emergenza. Lo dimostra una prossima convocazione del G8. A metà seduta, in tutti i casi, il mercato ha ritracciato e limato le perdite. In tutto questo c'è un sofisticato gioco valutario, provocato anche dalla Banca Centrale Svizzera una settimana fa, che ha indebolito l'euro, sceso nel “cross” del cambio con il dollaro a 1,38. Che oggi le Borse, almeno sino a questo momento, rifiatassero dopo due sedute positive era quasi scontato. La scorsa settimana è stata una delle più “nere” dell'estate e la raffica di dati macroeconomici che sono arrivati all'inizio di questa settimana confermano tutti i rilevamenti già fatti dalle organizzazioni internazionali.
La crescita si è di fatto fermata, a partire dal terzo trimestre di quest'anno e le revisioni di tutte le proiezioni fatte sul pil annuale di quasi tutti i paesi occidentali era inevitabile.
L'Ocse, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico, ieri ha rivisto le stime e ha anche stilato un giudizio: stagnazione. Con una collocazione dell'Italia nella fascia bassa delle grandi economie.
E' possibile che i mercati abbiamo già scontato, nelle scorse settimane, questi dati che erano in arrivo, ma l'impressione è che la strada per la risalita sarà lunga. Non c'è voglia di rischio, dicono gli analisti, ma quasi avversione al rischio sui mercati.


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