BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Le dimissioni di Stark, ombra nera sull'Europa

Pubblicazione:venerdì 9 settembre 2011

Foto: Ansa Foto: Ansa

Poi, in queste ultime ore, è puntualmente saltata fuori di nuovo la problematicità del debito greco con possibile relativo default. Ora, intendiamoci, è giusto che ognuno pensi ai debiti suoi e ai suoi conti. E' giusto che ogni Paese della Comunità si metta in linea con il bilancio della Stato. Ma allora, non ci si trinceri dietro ipocrite manovre. Lo si dica apertamente. Ieri il signor Jurgen Stark ha lanciato una sassata che ha contribuito ad affondare le Borse per l'ennesima volta. Ha annunciato le sue dimissioni per “motivi personali”, in attesa che gli subentri il nuovo rappresentante tedesco. Cioè a maggio dell'anno venturo, quando sarà Draghi, da mesi, a essere presidente della Bce. Tutto questo spettacolo, tra dimissioni annunciate per “motivi personali”, dopo discussioni al calor bianco all'interno della Bce che sostiene, con l'acquisto di titoli di Stato Spagna e Italia, questi nuovi rumors sul default greco, questi ripensamenti, in Europa e all'interno dell'Italia, sulla manovra di Roma di questi giorni, danno dell'Europa, complessivamente, un'immagine di scarsissima coesione, di divisioni profonde, di una governance economica che sta peggiorando una situazione già grave.

Le valutazioni, fatte allo Workshop Ambrosetti di una settimana fa sulla fine dell'euro entro tre anni sono tutt'altro che azzardate se si va avanti di questo passo. Se in questo fine settimana, tra il G7 di Marsiglia, altre dichiarazioni pubbliche possibili, non si ricreerà un clima di minima fiducia, ci ritroveremo di fronte a mercati che toccheranno nuovi limiti al ribasso, storici. E c'è ben poco da sperare dall'America di Obama. Il piano del presidente, annunciato in pompa magna, di 447 miliardi di dollari per il risollevare il mercato del lavoro americano è stato accolto con un rosso, finora, profondo a Wall Street. Di fronte a questa crisi ci dimostriamo sempre meno europeisti e sempre meno atlantici.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.