BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

ISTAT/ Colombo: la crescita è al minimo. Dopo la manovra, non ci sono più scuse

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

La questione, in realtà, è ignorata da troppo tempo. «Va sottolineato, tuttavia, che per la crescita è 20 anni che, praticamente non si fa nulla. La politica è tipicamente miope perché manovre di questo genere non sono spendibili nell’immediato, si fanno oggi per vederne gli effetti tra molto tempo quando, magari, i politici che le hanno realizzate non sono più in carica». Resta il fatto che, il pareggio di bilancio, è un esigenza tecnica in vista dello sviluppo. Colombo spiega perché: «Il nostro debito va rinnovato con una certa frequenza. Nei prossimi giorni, ad esempio, scade una quantità ingente di titoli di Stato che il Tesoro dovrà rimettere sul mercato. A differenza di altri Paesi europei, però, il nostro debito pubblico è colossale. E abbiamo un’ulteriore zavorra sui conti pubblici costituita dagli interessi sul debito (ed essendo il debito enorme anche i debiti sono enormi); ebbene: sono tre mesi che abbiamo uno spread di circa 300 punti base nei confronti dei titoli tedeschi. Vuol dire che paghiamo circa il 3% di interessi in più». Uno spreco che non possiamo più permetterci, quindi. «Si tratta di risorse – continua - che potremmo impiegare in altro modo, ma che siamo costretti a concedere ai mercati per pagare lo spread, frutto dalla nostra scarsa credibilità. Per questo abbiamo dovuto fare questa manovra subito. Per ridurre al minimo il differenziale del tasso d’interesse e liberare risorse per le politiche di sviluppo. Approvata la manovra – conclude- bisogna sperare che il dibattito si concentri finalmente sulla crescita».

 

(Paolo Nessi)  

© Riproduzione Riservata.