BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GEOFINANZA/ La settimana di fuoco per l’Europa

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Secondo gli operatori, la Germania «è ormai l’unico Paese in area euro percepito come sicuro e quindi sui titoli tedeschi viene parcheggiata la liquidità seppure questi abbiano un costo», questo nonostante ieri la Bild rendesse noto attraverso un forum di economisti bancari che Berlino è già in recessione, con l’economia in contrazione nel primo trimestre del 2012 e gli aumenti salariali sotto il 3%. A livello generale, segnalano gli operatori delle sale trading, c’è «una fame di titoli di Stato quasi esclusivamente di breve o brevissimo termine». Chissà come mai, forse perché la finestra di finanziamento all’1% di interesse della Bce è a 36 mesi? Oggi l’Austria emetterà sul mercato debito per 1,3 miliardi di euro in bond a 5 e 10 anni, mentre giovedì 12 ci sarà un doppio appuntamento: il Tesoro italiano emetterà Bot a 3 e 12 mesi per 8,5 miliardi, mentre quello spagnolo metterà sul mercato Bonos a tre e cinque anni, oltre a Cupòn corto a sei mesi. Venerdì 13, poi, gran finale con l’asta dei nostri Btp a 3 anni per 7,5 miliardi di euro.

Come è ovvio, l’intreccio politica-mercati sarà fortissimo in questi giorni e Mario Monti lo sa, visto il suo attivismo in sede europea nella speranza di giungere a un ammorbidimento delle posizioni tedesche o a un accordo reale sul fondo salva-Stati che permetta una diminuzione dello spread in concomitanza con le aste di giovedì e venerdì. Visti i presupposti, ovvero l’irrigidimento di David Cameron sul fronte della Tobin Tax rilanciata con forza nel weekend dalla Francia, appare molto difficile ricondurre Berlino a più miti consigli sui parametri di rientro dal debito o sul finanziamento del fondo Efsf oppure ancora sull’accelerazione della sua trasformazione in meccanismo Esm con potenza di fuoco sia cash che in garanzie (la Merkel, tanto per cautelarsi, nel frattempo ha riattivato il fondo Soffin per il salvataggio delle banche tedesche a partire dal prossimo marzo). Politica a parte, questa settimana tra bonds e titoli a breve termine saranno tra i 35 e i 40 i miliardi di debito - tra i 16 e i 20 italiano - che andranno sul mercato e le maturazioni e i pagamenti di coupon copriranno circa i tre quarti delle emissioni: insomma, aste di fondamentale importanza, forse più psicologica che effettiva.

Se le turbolenze degli spread e le dimensioni delle rispettive economie vedono l’occhio degli investitori particolarmente attento alle aste italiane e spagnole, io vi invito a grande riflessione su quale sarà l’esito dell’emissione austriaca di questa mattina. Sia per l’importo (per una nazione con un’economia comunque piccola), sia per la lunghezza delle scadenze offerte (entrambe per oltre i tre anni di garanzia indiretta offerta dal programma di prestito Ltro della Bce), sia per le tensioni che l’Austria sta conoscendo in questi giorni a causa delle esposizioni delle proprie banche in Ungheria, nuovo focolaio di instabilità in Europa. Non a caso lo spread sul decennale austriaco la scorsa settimana è cresciuto di 55 punti base e anche venerdì scorso, nonostante i toni ammorbiditi del premier Orban, il differenziale sul Bund a 10 anni è salito di altri 9 punti base, il più alto tra tutti i paesi europei in una giornata notoriamente di volumi molto sottili.

Evito di ragguagliarvi sulle emissioni di debito greco che si terranno questa settimana, visto che le ritengo ormai farsesche, se non addirittura criminali. La questione ellenica, infatti, si sta avvitando nel più completo e colpevole silenzio delle istituzioni europee. Due le chiavi. Prima, la situazione fiscale del Paese al termine dello scorso anno. Il target era quello di un deficit al 9% del Pil a fronte del 10,6% del 2010, ma la crescita più debole del previsto - il Fmi stima una contrazione del 6% dell’economia - potrebbe vedere quel dato in overshooting, ovvero oscillare in un range tra il 9,5% e il 10,7%, un qualcosa che significherebbe addio alle prossime tranche di aiuto da parte di Ue-Bce-Fmi, sempre che le minacce della troika siano reali.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >