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Economia e Finanza

LIBERALIZZAZIONI/ Catricalà: entro il 20 gennaio il primo decreto

Secondo il sottosegretario già entro li 20 gennaio l’esecutivo avrà varato un primo decreto di liberalizzazioni, come del resto aveva annunciato domenica il ministro per Corrado Passera.

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Tempi rapidi, rapidissimi, per metter mano in poche settimane a quanto i più svariati governi non sono riusciti a fare in decenni: ovvero, le liberalizzazioni, di cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, ha indicato tempi e modi. L’uomo non è casuale, dal momento che fino a ieri era il capo dell’Antitrust, l’Agenzia di vigilanza sulla libertà del mercato che sabato ha inviato al governo un pacchetto di proposte contenenti i settori principali in cui procedere, indicando anche le modalità di attuazione delle misure necessarie. Secondo il sottosegretario, quindi, già entro li 20 gennaio l’esecutivo avrà varato un primo decreto di liberalizzazioni, come del resto aveva annunciato domenica il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera, facendo sapere che, addirittura,  non era esclusa l’approvazione di un decreto, se non più al mese, mentre era certo che si sarebbe toccato tutti i settori possibili immaginabili per eliminare rendite di posizioni e privilegi oramai inaccettabili. Del resto, l’operazione è stata soprannominata dal professore della Bocconi il ''disarmo multilaterale di tutte le corporazioni''.

Tra i settori che saranno interessati, ha fatto sapere Catricalà, ci sarà anche l’acqua, nonostante il referendum di questa estate avesse bocciato l’ipotesi di poter affidare temporaneamente i servizi pubblici locali idrici a dei gestori privati. Ma, in tal caso, come aveva spiegato Alberto Mingardi su queste pagine, ignorare un referendum non solo è lecito ma è anche necessario. Sarà, per il momento,esclusa, in ogni caso, la separazione di Snam dall’Eni. Sarà, invece, aumentato l’organico di farmacisti e notai per consentire ai cittadini «di ottenere i giusti sconti». Per quanto riguarda, invece, la benzina, l’obiettivo è quello di far sì che i gestori siano messi nelle condizioni di poterla vendere assieme ad altri beni di consumo. Saranno liberalizzate, anche se non è ancora chiaro come – ha ammesso lo stesso sottosegretario di Monti - , le strutture ferroviarie. Di liberalizzazioni, dunque, si parlerà già nel prossimo consiglio dei ministri.