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Economia e Finanza

LIBERALIZZAZIONI/ Monti, tra flop e speculazioni finanziarie

Mario Monti (Foto Imagoeconomica)Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Certo, come ho sostenuto per anni inascoltato, potevamo limitare gli spiriti predatori della classe politica creando imprese miste, che avessero però come obiettivo non quello di far arricchire solo i privati, ma anche, e sottolineo anche, i cittadini consumatori, trasformandole appunto in imprese unite da reti che distribuissero i beni a prezzi inferiori alla media grazie a grandi centrali d’acquisto (modello RWE tedesco nel campo dell’energia) oppure trasformandole in imprese cooperative o not-for-profit (come è tipico del caso nordamericano). In Italia non s’è fatto né una cosa, né l’altra, ma si sono creati dei mostri che sono delle nuove forme di capitalismo di tipo misto che chiamerò politico plutocratico con tendenze alla cleptocratizzazione di cui a partire da Milano e da Bologna si potrebbero fare esempi preclari. Se vogliamo continuare su questa strada accomodiamoci, ma mi pare che questo non sia ciò che faccia bene a questo Paese.

Infine, per dirla tutta, non credo sia dignitoso parlare di liberalizzazioni attaccando piccoli padroncini, onesti artigiani riuniti in cooperativa che sbarcano appena il lunario come i tassisti. Farei invece l’ opposto: non privatizzerei i tassisti, ma darei incentivi alle loro cooperative perché migliorino i servizi e consentano di avere finalmente in Italia taxi londinesi, in cui sali senza slogarti la schiena, il collo o le gambe. Per quanto riguarda gli ordini, il discorso è molto complesso e richiede una riflessione profonda su cosa siano e debbano essere le professioni liberali nell’Occidente capitalista. Partirei da lì e non dalle tariffe.

Infine, per quanto riguarda l’energia, le mie posizioni sono note: gli oligopoli tecnici e in natura non possono essere liberalizzati se non, ahimè, con l’aumento dei prezzi dei prodotti che essi distribuiscono attraverso il mercato monetario. Piuttosto che liberalizzare in questi campi è ora di investire. Ma mi pare che nessuno voglia farlo in un capitalismo rent seeking come quello italiano.

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COMMENTI
10/01/2012 - Liberalizzazioni ad CAPOCCHIAM (celestino ferraro)

Trattando di farmacie (sono farmacista) c'è da scompisciarsi per la faciloneria con la quale uccidono una categoria (SPEZIALI). Per attrezzare una farmacia occorrono 3 patrimoni: 1 nel magazzino, 1 per la quotidianità, 1 per le ASL. Quello per le ASL (Campania - Calabria - Sicilia, ecc?) pagano, se pagano, dopo 13 mensilità accumulate e insolute. Le spese correnti sono obbligate, al fisco si corrispomde pro solvendo e non pro soluto. In questo lasso di tempo si matura il fallimento. Frequentando gli studi medici convenzionati, la folla dei pazienti è pietosa. Ogni medico convenzionato percepisce notule da 10.000 euro mensili. Non si potrebbe liberalizzare la professione consentendo ad ogni medico giovane laureato il diritto di esercitare la sua professione? Perché il numero è chiuso?

 
10/01/2012 - Liberalizzare chi aiuterà? (claudia mazzola)

Va bene tutto questo parlare? Proprio ora un collega mi dice che tra tasse e acconti è rimasto pulito, ha moglie, un figlio, uno in arrivo e non sa dove girarsi. Si facessero un giretto nel nostro quotidiano i governanti, liberamente.