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FINANZA/ 1. Fortis: l’Italia ha due assi da giocare contro la Merkel

Angela Merkel (Infophoto) Angela Merkel (Infophoto)

Questo è un riflesso della confusione strategica che esiste nella classe dirigente europea. Quando si è in questo stato confusionale non ci si può che limitare a promesse generiche. Non c’è dubbio che al momento l’Europa, di fronte alla crisi economica e finanziaria, continui a rispondere in modo raffazzonato.

 

Si è parlato anche di “Tobin tax”. Che cosa ne pensa? Non le pare che la sua introduzione sia un altro punto di frattura tra l’Europa e la Gran Bretagna?

 

Ci sono molti modi di introdurre la “Tobin tax”. Se ne discute e se ne dibatte da anni. Non credo che questo sia un immediato “nuovo siluro” politico nei confronti della Gran Bretagna. Occorre vedere quale sia il metodo migliore per applicare questa tassa. Il fatto importante è che, qualora venga applicata, valga per tutti i Paesi della zona euro. Altrimenti non so che valore possa avere. È chiaro poi che l’applicazione della “Tobin tax”, che è una tassazione sulle transazioni finanziarie, sia vista come il fumo negli occhi dagli inglesi. Vivono di questo. Questo può approfondire il solco tra Europa e Gran Bretagna e può mettere in difficoltà la mediazione che Monti ha cercato di fare. Ma anche gli inglesi devono decidere se sono europei o meno.

 

Lunedì nell’asta dei Bund tedeschi, si è addirittura assistito ad acquisti per titoli che danno rendimenti negativi. Non le sembra un paradosso tutto questo?

 

Che cosa vuole che le dica, siamo arrivati al punto che avere degli investimenti in titoli tedeschi è diventato una sorta di “must”, al punto che ci si autotassa sul rendimento. Ma per comprendere questo fenomeno occorre partire dalla visione dei mercati, che hanno scommesso sulla disintegrazione dell’euro. In questo caso a mio avviso c’è una “stupidità” dei mercati, a cui corrisponde però una “stupidità” della classe politica europea. Se avessero una strategia chiara, tutto questo non avverrebbe.

 

C’è una Germania che continua a pavoneggiarsi, come se fosse il Paese più forte, più virtuoso.

Sì, Angela Merkel offre proprio questa sensazione. Fra un po’ ci diranno o ci spiegheranno che è meglio tenere i soldi in Germania piuttosto che in Svizzera. Fossi la Merkel starei più attento. Qualcuno ha pure spiegato che l’export tedesco ormai si rivolge all’Asia. Forse non guardano i dati con attenzione. L’80% delle esportazioni tedesche sta nel mondo ricco. Quindi se saltasse l’euro, buonasera anche alla Germania. Basterebbe che in Italia cominciassero a comprare meno Bmw e meno Mercedes a provocare probabilmente dei ripensamenti alla signora Merkel.

 

(Gianluigi Da Rold)

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COMMENTI
11/01/2012 - confusione strategica in UE (antonio petrina)

Se regna sovrana la "confusione strategica" nel circolo franco-tedesco a proposito delle sorti UE,ben saggiamente il prof Fortis invita a riflettere sulle conseguenze della perdite economiche del mercato comune e quindi l'appello di "più europa" e metodo comunitario nell'attuale situazione lanciato dall'europarlamentare Mauro è doppiamente saggio!