Economia e Finanza
mercoledì 11 gennaio 2012
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“Merkel-Sarkozy, 720° puntata!” è il titolo di un grande giornale inglese, che si riduce a trattare i summit tra il presidente francese e la cancelliera tedesca come una lunga telenovela, come un “tormentone” mediatico dove alla fine non esce mai nulla di concreto, se non buone intenzioni e speranze. Il titolo del giornale lo ricorda anche il professor Marco Fortis, grande economista, vicepresidente della Fondazione Edison, puntuale nell’osservare l’andamento dell’economia e l’attuale schizofrenia dei mercati, o forse la loro “stupidità” momentanea.
Professore, nell’incontro Merkel-Sarkozy è emersa la volontà di arrivare a un accordo ai primi di marzo, con un Trattato sui nuovi vincoli di bilancio, che prevede da subito, e non fra tre anni, la riduzione dello stock del debito pubblico di un ventesimo all’anno. Dato che questo vale per i Paesi che hanno un debito superiore al 60% del Pil, l’Italia non può certo essere felice. Non le sembra un’altra impuntatura rigorista del cancelliere tedesco?
Credo che siano previste delle varianti a questo accordo, quelle che già il precedente ministro per l’Economia, Giulio Tremonti, aveva discusso. E su queste varianti credo che Mario Monti debba mettere dei punti fermi. Già noi, come Italia, siamo a posto per quanto riguarda il deficit. E questo è un passo avanti verso la stessa riduzione del debito. Se si fanno due conti, con il pareggio di bilancio e una crescita anche modesta, intorno allo 0,5%, e un’inflazione al 2,5%, si ha già una riduzione del debito di tre punti di Pil.
Queste varianti riguardano l’andamento del ciclo economico, che in questo momento non appare davvero favorevole. E poi quali altri punti?
Per la verità, non si capisce bene. Se dovessi dare un giudizio complessivo direi che c’è un’alea rilevante: quella di una grande confusione. Ed è questo che sta stimolando la fantasia dei titolisti inglesi e dei vignettisti italiani. Noi siamo stati capaci di fare un onesto avanzo primario e di metterci a posto con il deficit. Ora spero che Mario Monti prenda coscienza di tutto quello che hanno fatto l’Italia e gli italiani e gli auguro un “Merkeldì da leoni”. Voglio dire che nell’incontro con Angela Merkel deve pure rivendicare i meriti dell’Italia e chiedere una coerente linea europea. Spero insomma che Monti si batta per ottenere le misure migliori per l’Italia.
Si continua a parlare di crescita, in Italia e in Europa. Si dice che quello della crescita sia il problema principale, alla luce non solo dei conti pubblici e della crisi del debito, ma anche della disoccupazione. Ma nell’incontro tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy ci si è limitati a promesse piuttosto generiche. Non le pare?
Se regna sovrana la "confusione strategica" nel circolo franco-tedesco a proposito delle sorti UE,ben saggiamente il prof Fortis invita a riflettere sulle conseguenze della perdite economiche del mercato comune e quindi l'appello di "più europa" e metodo comunitario nell'attuale situazione lanciato dall'europarlamentare Mauro è doppiamente saggio!
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