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LIBERALIZZAZIONI/ Benzina, l'esperto: il "potere" dei petrolieri è il vero nemico dei consumatori

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Tuttavia, «una cosa del genere impone una razionalizzazione dal punto di vista fisico del sistema distributivo, perché non ci possono essere oltre 20 mila distributori di benzina sul territorio italiano, mentre se si scendesse per esempio a 10 mila sarebbe possibile ridurre la quota di mercato degli stessi marchi. Bisogna quindi pensare a una ristrutturazione e una rilocalizzazione dei distributori, e tutte quelle pompe di benzina piccolissime presenti in Italia non hanno in teoria alcuna possibilità di sopravvivere. Sarà quindi necessario chiudere una parte di impianti di distribuzione, con la conseguenza che tante persone e famiglie che ruotano intorno a queste tante realtà dovranno affrontare momenti difficili. La previsione degli economisti è infatti sempre sul lungo periodo, mentre sul breve si tratta come al solito di un processo di ristrutturazione che comporterà lacrime e sangue per tutti».
 

 

(Claudio Perlini)

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COMMENTI
16/01/2012 - Liberalizzazione carburanti (Valter Venturi)

1. Concordo che il vero potere è quello dello Stato: il primo passo che ha fatto questo governo è aumentare le accise (non di poco) e nei prossimi mesi aumentare ulteriormente l'IVA. 2. Concordo con il fatto che occorre riddurre gli impianti, ma contrasta con la parola "liberalizzare" altrimenti un imprenditore non è "libero" di costruire impianti, secondo le regole e leggi dello stato italiano. 3. Non capisco perchè le Società petrolifere proprietarie di impianti di distribuzione, siano costrette ad autorizzare i gestori ad acquistare il 50% del prodotto da concorrenti, visto che il gestore non paga affitto; le società petrolifere potrebbero disdire i contratti con le associazioni dei gestori e gestire gli impianti solo con self o con personale dipendente. Inoltre chi ne risponderebbe nel caso di problemi con il prodotto? Non credo la copagnia di bandiera anche perchè non mi sembra corretto che un gestore venda prodotto di concorrenti con il logo di un'altra società. 4. Come prevede questo governo di gestire la "negoziazione" per il riscatto degli impianti? Insomma mi sembra veramente una proposta fatta da incompetenti e "professorini" che hanno solo letto libri senza minimamente conoscere la realtà.

 
13/01/2012 - Caro benzina (Gianluca Lapini)

Faccio sempre fatica a capire ragionamenti quali quelli del prof. Pireddu. E' probabile che la liberalizzazione della distribuzione della benzina in sé non faccia male ai consumatori, come male non ha fatto quella dell'energia elettrica (ma nemmeno ha fatto miracoli, vedi articolo di qualche giorno fa di Carlo Stagnaro), ma probabilmente si trattarà di piccoli aggiustamenti, mentre i veri benefici andranno alla grande distribuzione ed ai grandi investitori. Su un ben come la benzina, tassato in varie forme con una aliquota totale attorno al 60% parlare solo del potere dei petrolieri mi sembra per lo meno riduttivo. Se poi vogliamo metterla in termini di "nemici dei consumatori" bisognerebbe caso mai ricordare che il principale nemico dei consumatori in questo caso, numeri alla mano, é lo Stato. Come semplice consumatore che si trova in fondo alla complessa catena della estrazione-raffinazione-distribuzione e apperezza in ogni caso il fatto di trovare facilmente (almeno per ora ) carburante alle pompe, conservo maggior rispetto per chi ci guadagna ma mi fornisce un prodotto che per chi semplicemente lo tassa.