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LIBERALIZZAZIONI TAXI/ Casotto (8585): la situazione è critica, ecco cosa chiediamo a Monti

La protesta dei tassisti in piazza del Plebiscito a Napoli (InfoPhoto) La protesta dei tassisti in piazza del Plebiscito a Napoli (InfoPhoto)

Vogliono far credere ai cittadini che la situazione si risolverà attraverso queste liberalizzazioni, ma non è così. Spesso si dice che il tassista è il termometro della situazione generale e del mercato, perché se c’è una situazione di benessere, anche il tassista lavora. In questo momento invece siamo fermi, e basta vedere le prenotazioni al mattino che sono diminuite drasticamente, e questo perché la gente non si muove più. Una manovra del genere che ha di fatto bloccato completamente i consumi non è un bene, e così non andiamo certamente da nessuna parte. Vorrei quindi sapere da qualcuno se il nostro comparto, liberalizzandolo, vedrà un miglioramento del servizio e un abbattimento delle tariffe: io credo che non sarà assolutamente così, perché dove ci sono state liberalizzazioni, è sempre avvenuto un innalzamento delle tariffe e un peggioramento della qualità del servizio offerto. La domanda principale che vorrei porre, da tassista e da cittadino, è proprio questa: cos’è che non funziona del nostro servizio? Per questo chiediamo a gran voce un serio confronto con il governo che dovrà risponderci, ma nel frattempo a Milano il servizio è garantito alle persone con handicap e con difficoltà, la circolazione non è stata bloccata, ma continuano a formarsi assemblee spontanee perché le assicuro che i tassisti sono veramente disperati.

(Claudio Perlini)

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COMMENTI
06/05/2012 - Male informato (Stefano Magatti)

Asserire che il costo del taxi in Italia è più alto che negli Stati Uniti a causa del costo della licenza è essere o male informato o in mala fede. Infatti le ultime due licemze taxi a New York per esempio sono state vendute ad un milione di dollari l'una! La lieve differenza delle taiffe non è dovuta al costo licenza ma ai costi di gestione, basterebbe confrontare il costo del carburante per capirlo!

 
15/01/2012 - RISPOSTA A SANGIANI (maddalena de benedictis)

“La ragione è quella indirettamente detta da un taxista disperato,che ha "fatto un mutuo" per pagare la licenza. Il taxista di New York non ha dovuto farlo. L'italiano deve ammortizzare il costo della licenza,quello americano no. Quindi sul costo di una corsa di taxi in Italia grava anche una quota di ammortamento; in USA no.In più in Usa c'è concorrenza sui prezzi,perchè non ci sono tariffe stabilite dalla corporazione dei taxisti” In Italia invece le tariffe al contrario di quello che suppone lei sono decretate dai comuni e dalle regioni, e le spese invece sono tutte a carico dei tassisti, dall'acquisto dell'auto fino addirittura alla “piombatura” del tassametro! Allo stato e quindi ai contribuenti non costa nulla al contrario dei servizi pubblici di linea che vengono pagati (anche dai tassisti) da tutti noi anche se non ne facciamo uso!!! Non si tratta né di coorporazioni né di privilegiati, ma di persone comuni, di un ceto medio che lotta per difendere il proprio lavoro! Io non so che mestiere faccia lei, ma a me che sono dipendente, se venisse il dott. Monti e mi dicesse da domani continuerà a lavorare 8 ore al giorno ma percepirà un terzo (se non meno) dello stipendio di oggi, behmi creda se le dico che sarei molto adirata!!!! Come avrà capito non sono una tassista, ma solo una persona “informata” che ragiona con la propria testa. Saluti

 
15/01/2012 - RISPOSTA A SANGIANI (maddalena de benedictis)

“questa intervista tratta il problema dal punto di vista di chi fa il taxista,ma non del consumatore” invece sig. Sangiani il settore è sempre stato regolamentato anche a tutela dell'utente. Se non conosce la realtà del settore si limiti a porre delle domande invece di saltare a conclusioni affrettate! “A New York ho preso molte volte il taxi ed ho notato che costa sensibilmente meno che a Milano o a Roma” intanto a New York il settore taxi non è liberalizzato (e il carburante costa assai meno) ma parlando di cifre al km, quanto meno costa nella grande mela? E poi ha mai provato a muoversi a New York con l'auto privata? Tante volte in Italia si paga l'attesa dell'esser bloccati nel traffico e la causa è dettata dalla cattiva viabilità e lo scarso funzionamento delle corsie preferenziali. Mi permetta di dirle che il taxista di New York è uno “sfruttato” e non mi venga a dire che il servizio è buono! Certo questo schiavo della disoccupazione non si è dovuto indebitare ma per lavorare su quel mezzo giallo paga un affitto consistente.

 
14/01/2012 - capire gli interessi dei consumatori (attilio sangiani)

questa intervista tratta il problema dal punto di vista di chi fa il taxista,ma non del consumatore,cioè della persona che prende un taxi. A New York ho pre molte volte il taxi ed ho notato che costa sensibilmente meno che a Milano o a Roma. Perchè ? La ragione è quella indirettamente detta da un taxista disperato,che ha "fatto un mutuo" per pagare la licenza. Il taxista di New York non ha dovuto farlo. L'italiano deve ammortizzare il costo della licenza,quello americano no. Quindi sul costo di una corsa di taxi in Italia grava anche una quota di ammortamento; in USA no.In più in Usa c'è concorrenza sui prezzi,perchè non ci sono tariffe stabilite dalla corporazione dei taxisti; in Italia non c'è concorrenza o ce n'è assai poca. Un discorso assai simile vale anche per le tariffe dei professionisti "corporati". Stiamo a vedere se il Governo riuscirà a vincere gli interessi corporativi. Naturalmente mi viene da commiserare chi ha confidato nella perpetuazione del sistema di restrizione legale della concorrenza ed ora si trova a subire gli effetti a suo danno della liberalizzazione. Amen