BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LIBERALIZZAZIONI TAXI/ Casotto (8585): la situazione è critica, ecco cosa chiediamo a Monti

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

La protesta dei tassisti in piazza del Plebiscito a Napoli (InfoPhoto)  La protesta dei tassisti in piazza del Plebiscito a Napoli (InfoPhoto)

LIBERALIZZAZIONI TAXI: IL PUNTO DI CASOTTO, PRESIDENTE 8585. «La protesta in corso consiste in realtà in assemblee spontanee, e lunedì i tassisti fuori turno saranno a Roma per avere un incontro con il governo che ascolterà le nostre motivazioni». Alessandro Casotto, presidente di “Ottocinque”, il primo radiotaxi di Milano, commenta in questa intervista per IlSussidiario.net la delicata situazione di questi giorni, in cui i tassisti di tutta Italia stanno protestando vivacemente contro le liberalizzazioni annunciate dal governo Monti. Poco fa, ci dice Casotto, la categoria ha incontrato il Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi e «sembra che sia andato tutto bene. Mi è stato scritto infatti che dopo l’incontro di ieri con il sindaco di Milano Giuliano Pisapia oggi i sindacati sono stati ricevuti dal Prefetto che ha assicurato che trasmetterà al governo la nostra richiesta di incontro urgente, condividendo anche le preoccupazioni della categoria. Posso dire inoltre che sono confermate le date del 16 e del 23 gennaio, in cui avranno luogo rispettivamente l’assemblea nazionale a Roma e lo sciopero nazionale».

Presidente, cosa sta succedendo?     

Il problema è che davvero non sappiamo cosa accadrà alla categoria, e a mio parere è in corso una forte disinformazione: le licenze dei taxi non sono bloccate e il Comune di qualsiasi città può immetterne di nuove in caso di necessità. Ricordo che due anni e mezzo fa sono state immesse 271 licenze da parte del Comune di Milano e altre 2000 da parte del Comune di Roma, e questo significa che se si ravvede una necessità di incrementare il parco auto, questo avviene tranquillamente. Inoltre non c’è assolutamente bisogno di due licenze, perché abbiamo già la possibilità delle doppie guide e la possibilità di affittare la nostra licenza ad altre persone. Il problema, che ancora in pochi hanno capito, è che non c’è la forza lavoro, e il raddoppio delle licenze di cui tanto si parla praticamente già esiste, ma il fatto è che su 5000 taxi che ci sono a Milano solo un terzo ha la doppia guida, perché di più non è davvero possibile.

Allora secondo lei quali sono gli obiettivi del governo?


Se ci fosse un reale problema nella categoria sarei d’accordo a un incontro e a un eventuale cambiamento, ma se il comparto è già saturo e se le Regioni non hanno evidenziato problemi di servizio, non capisco perché il governo debba intervenire su un settore che funziona, e non invece su settori che hanno davvero bisogno di queste liberalizzazioni. Credo quindi che in questo modo si cerchi solamente di coprire determinate mancanze dei nostri politici, attraverso un governo che sta mettendo le mani sul nostro lavoro e di cui ancora non conosciamo le reali intenzioni. Come se non bastasse, ci fanno apparire agli occhi dei cittadini come una categoria ingrata, che non va incontro a nessuno e che ha tantissimi privilegi, ma non è così. In questi giorni mi stanno chiamando in continuazione tantissime persone che sono letteralmente disperate, perché magari hanno aperto un mutuo pochi mesi fa per pagarsi la licenza e adesso, che hanno appena iniziato, il governo vuole liberalizzare. Queste assemblee spontanee sono nate proprio per questo, perché i tassisti vogliono parlare tra di loro, confrontarsi e capire cosa sta realmente accadendo.

Come pensa che si risolverà la situazione?


  PAG. SUCC. >


COMMENTI
06/05/2012 - Male informato (Stefano Magatti)

Asserire che il costo del taxi in Italia è più alto che negli Stati Uniti a causa del costo della licenza è essere o male informato o in mala fede. Infatti le ultime due licemze taxi a New York per esempio sono state vendute ad un milione di dollari l'una! La lieve differenza delle taiffe non è dovuta al costo licenza ma ai costi di gestione, basterebbe confrontare il costo del carburante per capirlo!

 
15/01/2012 - RISPOSTA A SANGIANI (maddalena de benedictis)

“La ragione è quella indirettamente detta da un taxista disperato,che ha "fatto un mutuo" per pagare la licenza. Il taxista di New York non ha dovuto farlo. L'italiano deve ammortizzare il costo della licenza,quello americano no. Quindi sul costo di una corsa di taxi in Italia grava anche una quota di ammortamento; in USA no.In più in Usa c'è concorrenza sui prezzi,perchè non ci sono tariffe stabilite dalla corporazione dei taxisti” In Italia invece le tariffe al contrario di quello che suppone lei sono decretate dai comuni e dalle regioni, e le spese invece sono tutte a carico dei tassisti, dall'acquisto dell'auto fino addirittura alla “piombatura” del tassametro! Allo stato e quindi ai contribuenti non costa nulla al contrario dei servizi pubblici di linea che vengono pagati (anche dai tassisti) da tutti noi anche se non ne facciamo uso!!! Non si tratta né di coorporazioni né di privilegiati, ma di persone comuni, di un ceto medio che lotta per difendere il proprio lavoro! Io non so che mestiere faccia lei, ma a me che sono dipendente, se venisse il dott. Monti e mi dicesse da domani continuerà a lavorare 8 ore al giorno ma percepirà un terzo (se non meno) dello stipendio di oggi, behmi creda se le dico che sarei molto adirata!!!! Come avrà capito non sono una tassista, ma solo una persona “informata” che ragiona con la propria testa. Saluti

 
15/01/2012 - RISPOSTA A SANGIANI (maddalena de benedictis)

“questa intervista tratta il problema dal punto di vista di chi fa il taxista,ma non del consumatore” invece sig. Sangiani il settore è sempre stato regolamentato anche a tutela dell'utente. Se non conosce la realtà del settore si limiti a porre delle domande invece di saltare a conclusioni affrettate! “A New York ho preso molte volte il taxi ed ho notato che costa sensibilmente meno che a Milano o a Roma” intanto a New York il settore taxi non è liberalizzato (e il carburante costa assai meno) ma parlando di cifre al km, quanto meno costa nella grande mela? E poi ha mai provato a muoversi a New York con l'auto privata? Tante volte in Italia si paga l'attesa dell'esser bloccati nel traffico e la causa è dettata dalla cattiva viabilità e lo scarso funzionamento delle corsie preferenziali. Mi permetta di dirle che il taxista di New York è uno “sfruttato” e non mi venga a dire che il servizio è buono! Certo questo schiavo della disoccupazione non si è dovuto indebitare ma per lavorare su quel mezzo giallo paga un affitto consistente.

 
14/01/2012 - capire gli interessi dei consumatori (attilio sangiani)

questa intervista tratta il problema dal punto di vista di chi fa il taxista,ma non del consumatore,cioè della persona che prende un taxi. A New York ho pre molte volte il taxi ed ho notato che costa sensibilmente meno che a Milano o a Roma. Perchè ? La ragione è quella indirettamente detta da un taxista disperato,che ha "fatto un mutuo" per pagare la licenza. Il taxista di New York non ha dovuto farlo. L'italiano deve ammortizzare il costo della licenza,quello americano no. Quindi sul costo di una corsa di taxi in Italia grava anche una quota di ammortamento; in USA no.In più in Usa c'è concorrenza sui prezzi,perchè non ci sono tariffe stabilite dalla corporazione dei taxisti; in Italia non c'è concorrenza o ce n'è assai poca. Un discorso assai simile vale anche per le tariffe dei professionisti "corporati". Stiamo a vedere se il Governo riuscirà a vincere gli interessi corporativi. Naturalmente mi viene da commiserare chi ha confidato nella perpetuazione del sistema di restrizione legale della concorrenza ed ora si trova a subire gli effetti a suo danno della liberalizzazione. Amen