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FINANZA/ Forte: l'attacco di S&P's manda in pensione Monti e prepara un altro '92

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Il presidente del Consiglio Mario Monti (Imagoeconomica)  Il presidente del Consiglio Mario Monti (Imagoeconomica)

Diciamo pure che c’è qualche cosa di più. C’è un fatto incredibile da sottolineare per quanto riguarda espressamente l’Italia. La manovra varata dal Governo è stata apprezzata e giudicata positivamente sia dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, sia dalla Banca centrale europea, cioè dalla massima autorità monetaria europea. Ora, com’è possibile che nel giro di pochi giorni o forse di poche ore, da una pagella positiva data all’Italia dal premier tedesco e da Mario Draghi si passi a un downgrade di due punti? Siamo finiti con la “B”, nonostante il giudizio di quelli che ci avevano consigliato di fare questa manovra pesante e l’hanno giudicata positivamente. Alla fine questo giudizio, questa valutazione fatta sull’Italia, si traduce in una considerazione che può essere definita allarmante: tutta l’Europa è alla mercé di queste agenzie di rating. È una questione intollerabile e insostenibile.

Lei in tutto questo non vede i segnali di una autentica guerra tra dollaro e euro?

Io non lo so, non credo che il governo americano sia stato contento di quanto è accaduto. Credo che ci sia una guerra tra la lobby degli investitori in dollari contro l’euro. Non posso dire quanto tutto questo faccia piacere al governo americano, anche perché il deprezzamento dell’euro non conviene tanto agli americani. In realtà questo gioco che fanno gli investitori in dollari si è già verificato, in altri tempi, a Hong Kong, in Arabia Saudita. Oggi stanno giocando quest’altra partita infilandosi, di fatto, tra le divisioni che esistono tra gli stati europei.

Beh, Sarkozy, dopo il contenzioso e lo sgarbo fatto a David Cameron, questa cosa se l’è andata proprio a cercare.

Non c’è dubbio su questo. Ma il quadro è più ampio. Gli investitori in dollari hanno visto che due stati hanno una linea, altri hanno un’altra linea. In definitiva hanno visto e stanno osservando ancora un’Europa divisa, spaccata e che non riesce mai a reagire prontamente. A questo punto, come è scritto nelle regole della “guerra finanziaria”, loro si sono infilati con tutta la loro forza.

Ritorniamo sulle questioni italiane, professor Forte. Questa valutazione, anche se frutto di un giochetto sporco attuato da Standard&Poor’s, che cosa può provocare sul Governo italiano?



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COMMENTI
16/01/2012 - Non per pochi...ma per molti! (Mariano Belli)

Condivisibile solo la prima parte dell'articolo, riguardo la guerra finanziaria tra Usa e Europa e il ruolo sporchissimo delle cosiddette agenzie di rating. Totale dissenso sulla seconda parte (art.18 e voglia di 1992) : altro che carcere per pochi, di fronte a un parlamento pieno di corrotti che tutto fanno tranne che rispettare e mettere in pratica il mandato degli elettori.....