BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Forte: l'attacco di S&P's manda in pensione Monti e prepara un altro '92

Pubblicazione:domenica 15 gennaio 2012 - Ultimo aggiornamento:domenica 15 gennaio 2012, 9.37

Il presidente del Consiglio Mario Monti (Imagoeconomica) Il presidente del Consiglio Mario Monti (Imagoeconomica)

Il giorno dopo del danno fatto da Standard&Poor’s, in Europa e in Italia si fanno i calcoli non solo delle conseguenze finanziarie, ma anche di quelle politiche che riguardano tanti Paesi europei. E ovviamente si guarda con apprensione alla reazione dei mercati lunedì prossimo. Questa volta la più grande agenzia di rating del mondo (la leader della cupa “trimurti” con Fitch e Mody’s) ha fatto un giochetto veramente sporco. Anche il professor Francesco Forte, economista ed ex ministro delle Finanze, usa parole di fuoco.

Che cosa pensa, professore, di questa valutazione arrivata ufficialmente a tarda sera, ma ampiamente annunciata nel primo pomeriggio, a Borse aperte?

È una porcheria. Non è ammissibile che si possano stilare valutazioni di queste genera a Borse ancora aperte. Con il giochetto poi del comunicato ufficioso o ufficiale. Si riuniscono, dicono che faranno un comunicato per le 22 ora europea e non si immaginano di turbare i mercati? Hanno invece creato e voluto creare una autentica turbativa sul mercato, facendo correre voci mirate, una dopo l’altra. Prima hanno parlato del downgrade francese, poi di quello austriaco, poi di quello italiano, spagnolo e portoghese. Insomma un giochetto vergognoso e una valutazione che dovrebbe essere oggetto di indagini.

Il problema delle agenzie di rating si è posto fin dal 2008, dallo scoppio della crisi dei subprime. Ma nessuno ha fatto nulla, qualche lamentela, qualche levata di scusi e poi tutto è passato nel dimenticatoio. Ogni tanto ci si ricorda, al momento opportuno, che sul mercato ci sono pure delle agenzie che favoriscono la speculazione.

Infatti bisognerebbe solo fare delle norme. Se non è possibile attuarle a livello internazionale, Stati Uniti compresi voglio dire, bisognerebbe fare delle norme a livello europeo. Dove si dovrebbe specificare chiaramente che le valutazioni delle agenzie di rating non hanno valore giuridico e che non si possono prendere decisioni in base a queste valutazioni, che sono inaffidabili e che turbano i mercati. E ripeto che dovrebbero essere oggetto di indagini. Queste agenzie sono private, finanziate da fondi e al loro interno ci sono pure degli investitori, persone che fanno attività finanziaria, che speculano.

Ma è possibile che tutto il sistema debba essere schiavo di una simile situazione? Un fatto come questo che cosa comporta?

Ci sono molte banche che operano in automatico con la valutazione fatta dalle agenzie di rating. Non lo fanno tutte per la verità, ma molte lo fanno. Quindi è immaginabile pensare quali danni provochi la valutazione di una di queste agenzie.

C’è poi un aspetto “tempistico” che riguarda l’Italia. Il nostro premier Mario Monti prima si incontra con Nicolas Sarkozy e poi con Angela Merkel. Quasi tutti tirano un sospiro di sollievo e poi arriva Standard&Poor’s.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
16/01/2012 - Non per pochi...ma per molti! (Mariano Belli)

Condivisibile solo la prima parte dell'articolo, riguardo la guerra finanziaria tra Usa e Europa e il ruolo sporchissimo delle cosiddette agenzie di rating. Totale dissenso sulla seconda parte (art.18 e voglia di 1992) : altro che carcere per pochi, di fronte a un parlamento pieno di corrotti che tutto fanno tranne che rispettare e mettere in pratica il mandato degli elettori.....