BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Forte: l'attacco di S&P's manda in pensione Monti e prepara un altro '92

Il presidente del Consiglio Mario Monti (Imagoeconomica)Il presidente del Consiglio Mario Monti (Imagoeconomica)

Inutile nascondere la realtà. Questo è un durissimo contraccolpo per il Governo di Mario Monti. Il Governo dei tecnici arriva al potere dopo una lunghissima campagna mediatica, ben orchestrata e tambureggiante, in sostituzione del Governo Berlusconi. Lasciamo per un attimo perdere la manovra, la “pezza” che Monti ci ha messo. Alla fine, dopo due mesi e mezzo, questo Governo si becca sull’economia un rating, pur nei modi che abbiamo detto, che è di due volte inferiore a quello del Governo Berlusconi. Cioè le valutazioni di oggi sono ancora più negative. Del resto, si era compreso subito che Monti non poteva riuscire a fare più degli altri. E probabilmente anche gli italiani si sono resi conto che non può fare dei “miracoli”. In più, nell’azione del Governo ci sono segnali di retromarcia. Penso alle liberalizzazioni. Non si fa la liberalizzazione sulla banda larga e si fa invece quella sui tassisti.

Ma ci sono problemi anche con i sindacati e di conseguenza con la Fiat.

Certamente. Noi rischiamo di giocarci la Fiat, con questo ribadire il contratto unico e le barricate sull’articolo 18. Prima, con il Governo Berlusconi, si riusciva a tenere un rapporto con Cisl e Uil, adesso mi sembra che tutto si sia spostato. Non credo che questo possa piacere a Marchionne.

E tra i partiti che cosa succederà? Bene o male, il governo dipende da una grande maggioranza in Parlamento?

Non credo che Monti arriverà alla fine della legislatura. Non vedo la ragione per cui dovrebbe restare al Governo sino al termine di questa legislatura. La mia impressione è che il Pdl, tra non molto, staccherà la spina, come si dice di questi tempi. La Lega è già all’opposizione. E poi c’è un’aria poco respirabile, politicamente parlando, aria da 1992-’93.

A che cosa si riferisce professor Forte?

Ho guardato in controluce il “caso Cosentino” e ho constatato che senza parte del voto leghista e senza il voto radicale, Cosentino sarebbe finito in carcere in base a una sequenza di indizi. Il fatto grave è che l’Udc e il Pd hanno votato a favore dell’arresto. Non vorrei che si ripetesse la stagione dove occorre mandare in carcere un po’ di persone.

(Gianluigi Da Rold)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
16/01/2012 - Non per pochi...ma per molti! (Mariano Belli)

Condivisibile solo la prima parte dell'articolo, riguardo la guerra finanziaria tra Usa e Europa e il ruolo sporchissimo delle cosiddette agenzie di rating. Totale dissenso sulla seconda parte (art.18 e voglia di 1992) : altro che carcere per pochi, di fronte a un parlamento pieno di corrotti che tutto fanno tranne che rispettare e mettere in pratica il mandato degli elettori.....