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Economia e Finanza

FINANZA/ C'è un piano di S&P’s e Usa per far crollare l’Europa (e l'Italia)

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Siamo messi così amici miei, c’è poco da fare se non prendere atto della situazione. Ora però il downgrade di S&P’s, l’innalzamento dei margini sulla detenzione del nostro debito e lo “strano” andamento dell’aumento di capitale di Unicredit, potrebbero stressare ulteriormente la situazione per le banche italiane, rendendo, come dicevo prima, forse non inutile ma certamente disperata l’asta di febbraio presso la Bce: ecco come S&P’s sta tentando di distruggere il programma Ltro e con esso il sistema bancario europeo e italiano, innescando un collasso nel mercato obbligazionario sovrano e corporate dell’eurozona, distruggendo il residuo concetto di risk-free per l’Europa e intercettando così investitori spaventati da accompagnare dall’altra sponda dell’Atlantico, dove il 2012 sarà altrettanto duro a livello di bonds in scadenza ed emissione.

Che fare, quindi? Due cose, a mio modo di vedere. Primo, il presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, sfrutti il rinnovato scetticismo di Mario Draghi verso le richieste dell’Eba e ingaggi una battaglia campale in sede europea per ottenere una dilazione dei tempi o, quantomeno, regole che non calzino alla perfezione solo per gli anfibi tedeschi. Secondo, i sindaci virtuosi di tutta Italia seguano l’esempio di quello di Torino, Piero Fassino e infrangano il patto di Stabilità, al fine di liberare risorse sul territorio e garantire liquidità, anche grazie al pagamento dei lavori compiuti presso la pubblica amministrazione da piccole e medie imprese che, a causa dei ritardi dello Stato, rischiano la chiusura per la crisi e per la non disponibilità o volontà delle banche di aiutarli (in tal senso, va rivisto e rinforzato l’istituto della certificazione del credito). Terzo, come giustamente auspicato dall’onorevole del Pd, Francesco Boccia, spingere la European securities and markets authorithy, l’Esma, a ritirare le autorizzazioni concesse alle agenzie di rating sotto inchiesta (vedi l’inchiesta di Trani) e accelerare il processo di creazione di un’agenzia di rating europea indipendente.

La situazione è davvero gravissima, occorre agire. All’inferno la Merkel e i suoi falsi e stupidi diktat che ci stanno portando alla rovina. Subito. Mario Monti faccia la sua parte, a partire dal suo viaggio di questa settimana a Londra e nella City: metta da parte per un giorno il suo sincero europeismo e pensi unicamente agli interessi del suo Paese. Se qualcuno non vede l’ora di ridimensionare la fallimentare (e traditrice) politica tedesca, questo è David Cameron. Nicolas Sarkozy, fresco di perdita della tripla A, si accoderà in fretta e volentieri, anche in vista delle presidenziali. Forza!

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