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IL CASO/ Le liberalizzazioni "alla Monti" tra svendita e concorrenza

Pubblicazione:lunedì 16 gennaio 2012 - Ultimo aggiornamento:lunedì 16 gennaio 2012, 8.56

Mario Monti (Foto Imagoeconomica) Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Tutto qui? No. Il Corriere della Sera ha trovato la vera chiave di volta. Poiché il lettiano Antonio Catricalà, ex presidente dell’Antitrust, ora sottosegretario all’Economia, ha detto che non è una priorità separare la proprietà della rete del gas dall’Eni, e siccome il lettismo non è più in voga al Corriere in epoca di tecnogoverno, allora la soluzione finale delle liberalizzazioni è bell’e pronta: i prezzi del gas sono troppo alti in Italia, quindi si venda Snam rete gas.

Partiamo dall’assunto: i prezzi del gas troppo alti. Con riferimento al confronto internazionale dei prezzi, assumendo fonti ufficiali (dati Eurostat e Autorità per l’energia elettrica e il gas per il prezzo civile italiano stimato per il consumatore tipo da 1400 m3/annui), si evincono due aspetti. Primo: il prezzo italiano del gas ai clienti industriali è sostanzialmente allineato a quello dei principali mercati europei. Secondo: con riferimento al settore civile, il prezzo italiano ante imposte è allineato ai più bassi prezzi europei; il prezzo italiano con le imposte diventa il più alto fra quello dei principali mercati del gas europei.

E poi, chi comprerà Snam? Prima soluzione: Terna, che però è controllata dal Tesoro. È questa la liberalizzazione? Seconda soluzione: la comprerà una società estera. I liberisti a corrente alternata, magari tra qualche anno, asseriranno che forse non era il caso di privatizzare o vendere agli stranieri una rete infrastrutturale strategica sulla quale effettuare investimenti utili alla crescita economica e alla ricerca, e sulla quale puntare per farne un perno di una rete infrastrutturale di livello europeo.

Nella competizione a chi è più liberista e privatizzatore, manca ancora chi proponga la dismissione della quota strategica detenuta dal ministero dell’Economia in Finmeccanica. D’altronde per un liberista doc di tendenza montiana è illogico che lo Stato abbia la proprietà di un gruppo internazionale attivo nella difesa e nell’aerospazio. O no?

 

twitter@Michele_Arnese



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COMMENTI
16/01/2012 - io non sono liberista (francesco taddei)

io non sono un liberista dogmatico idealista (e senza patria). perciò credo che ai cittadini debba essere agevolato l'ingresso nel mercato del lavoro(riforma ordini professionali) e data una più ampia possibilità di scelta nel mercato(fornitura farmaci e carburante). ovvio che se lo stato tartassa tutto e tutti i prezzi non scendono. però per quelle aziende strategiche per l'italia dico che dobbiamo tenercele. il mercato perfetto senza grossi calibri ma solo con gentleman è un'utopia. per me il paese (sia stato sia cittadini) deve essere tutelato, invece che compiacere economisti e salottieri.