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LIBERALIZZAZIONI/ Professioni, taxi e farmacie: cosa ci guadagnano gli italiani?

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Che cosa serve realmente ora alle imprese italiane?

Su questo argomento le idee sono spesso confuse. Ad esempio, serve davvero un bilancio ancora più semplice di quello che le normative attuali prevedono, un bilancio che chiunque abbia mai avuto a che fare con un istituto di credito sa quanto sia lacunoso e carente nella fornitura dei dati principali dell’azienda, come previsto invece nel decreto Monti? O serve, come nella nuova normativa fiscale sulla “trasparenza”, addirittura far coincidere il proprio bilancio con gli estratti conto bancari? Consegnare allo Stato addirittura le fatture e farsi fare tutto dalla Agenzia delle Entrate, come se avere un consulente che tenta di minimizzare in modo legittimo il carico fiscale sia un peccato da eliminare? O invece le imprese italiane hanno bisogno di aiuto nella crescita, che significa anche fare meglio il bilancio, usarlo per controllare meglio i costi, per approfondire le problematiche dell’efficienza aziendale? E chi tutelerà le aziende dallo strapotere di una Amministrazione finanziaria ora dotata di poteri assolutamente enormi, che se non esercitati con estrema cautela possono portare, e hanno portato in parecchi casi, a pesantissime ingiustizie? Serve maggiore concorrenza tra i centomila commercialisti italiani, o magari maggiore concorrenza tra le quattro (diconsi quattro) principali società di revisione che si spartiscono il mercato?

A mio parere, quel che serve alle imprese italiane, è lapalissiano: liberarsi dei costi inutili e dei freni all’efficienza. Ma, quanto ai costi inutili, è meglio liberarsi di una serie incredibile di adempimenti cartacei e telematici che il Fisco inutilmente getta addosso alle imprese (sull’idiozia dello spesometro ho già scritto, ma gli esempi sono tantissimi) o risparmiare sul commercialista affidandosi a un soggetto che si limita a compilare la dichiarazione dei redditi, o a grandi società nei quali il cliente è un semplice numero seguito da impiegati sostituibili, rinunciando a un soggetto in grado di aiutare l’imprenditore a meglio gestire la propria contabilità industriale o l’analisi della propria situazione finanziaria?

E ancora di più: la vera liberalizzazione per le imprese italiane consiste nell’abbassare i costi dei servizi professionali, o nell’abbattere i costi legati alle utilities gestite da società parapubbliche senza concorrenza, tanto per fare esempi? Siamo davvero convinti che professionisti, taxisti e farmacie sono quelli che stanno affossando l’Italia, o forse semplicemente sono i soggetti meno difesi da lobbies potenti?

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COMMENTI
20/01/2012 - FAVOREVOLE alle Liberalizzazioni (Franco Gambarelli)

Quello che ora vi sta parlando è un ex Dipendente Statale; sto parlando a nome di tutti i cittadini che ne facciamo uso di questi servizi....la liberalizzazione dei taxi e delle farmacie E'FAVOREVOLE per cui: I taxi- sti hanno dei prezzi molto elevati e non stanno alle regole,anche perchè, agli invalidi civili dovrebbero prestare il servizio GRATUITO e non lo fanno....invece per quello che riguarda alle farmacie,devono fare pagare solamente 0,50€ sul la ricetta e non il prezzo intero.

 
19/01/2012 - liberalizzazzioni (Claudio Baleani)

Caro Colombo, i dati sono questi: l'83% degli avvocati guadagna il 17% del reddito complessivo di questi professionisti e il 17% l'83% del reddito. Che vuol dire? Che gli albi professionali non sono in grado di dare certezza ai cittadini della professionalità degli avvocati. Quando la normativa europea ha parificato i professionisti come fornitori di servizi ha fatto un passo dal quale non si torna più indietro. Stanti così le cose perché continuare a coprire sotto il mantello pubblico dell'ordine realtà molto diverse tra loro? Vogliamo far restare l'esame di stato? Va bene. Ma perché chi supera l'esame per legge sa tutto a vita? E' l'iscrizione all'albo che assicura che l'avvocato sia un compagno di strada e non uno qualunque che da te vuole solo soldi? Se qualcuno vuole cambiare qualche cosa si tratta sempre di un oscuro personaggio al soldo delle lobby? Dalle mie parti tutti sanno chi sono gli avvocati più bravi in penale, in amministrativo, ecc. Rimanga l'abilitazione e si facciano libere associazioni tra avvocati che curino l'aggiornamento. Si facciano le società tra professionisti e si paghino i lavoratori. Lo sapete che gli ordini li ha istituiti il fascismo e che le leggi professionali sono leggi raziali pensate contro gli ebrei? La situazione catastrofica della giustizia è colpa dei magistrati, cui contribuisce il sistema del monopolio delle prestazioni professionali riservate che ha creato una massa di pseudo lavoratori che non hanno né arte, né parte.

 
17/01/2012 - guardiamo anche l'altra parte (francesco taddei)

oltra all'intervista all'on. lanzillotta sarebbe il caso di pubblicare esperienze in cui la maggiore concorrenza abbia favorito l'abbassamento dei prezzi(perchè ve ne sono strate)oltre che la difesa a oltranza degli ordini.