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FINANZA/ 2. Fratta Pasini: così l’Europa "aiuta" la recessione in Italia

Pubblicazione:martedì 17 gennaio 2012

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

«Avere la responsabilità di una banca in questo periodo è un mestiere difficile e non comodo». Così Carlo Fratta Pasini, Presidente del Consiglio di Sorveglianza del Banco Popolare e di Assopopolari, comincia a descrivere la difficile situazione che oggi gli istituti di credito incontrano, schiacciati come sono dalle tanto discusse richieste sui coefficienti patrimoniali giunte dall’Eba, l’Autorità bancaria europea, e dalla volontà di rispondere alla loro vocazione, specie nel mondo delle banche popolari e di credito cooperativo, di fornire liquidità a imprese e famiglie in un momento difficile come quello attuale. Assopopolari e Federcasse, che hanno sottoscritto un patto di consultazione e collaborazione permanente (presentato venerdì scorso), rappresentano del resto il 41,4% degli sportelli sul territorio nazionale.

 

Come mai, nonostante i tassi ufficiali di sconti ai minimi storici, quelli praticati agli sportelli per mutui e prestiti restano elevati?

 

Dobbiamo partire dal presupposto che il sistema bancario italiano non riesce ad accedere ai mercati dei capitali internazionali. Anche le banche che soddisfano i requisiti imposti dall’Eba incontrano questo ostacolo. In questo momento la concorrenza sul mercato interno della raccolta sta facendo salire i costi e questo si traduce in un aumento dei tassi che vengono praticati dalle banche.

 

I provvedimenti della Bce potranno dare una mano per migliorare questa situazione?

 

Gli interventi sulla liquidità stanno cominciando a portare un certo beneficio, ancorché non molto significativo. Credo che tutti i provvedimenti vadano nella direzione corretta, tranne quelli presi dall’Eba, i quali, data la tempistica prevista per la loro applicazione, rischiano di acuire gli effetti recessivi anziché di contrastarli.

 

In effetti sono stati considerati i titoli di stato in pancia alle banche e non, per esempio, i derivati e altri titoli pericolosi. Cosa che penalizza il nostro sistema bancario dai più considerato solido.

 

Come Associazione nazionale fra le banche popolari, ci ritroviamo perfettamente nella posizione espressa dall’Associazione bancaria italiana (Abi): le scelte dell’Eba sono discutibili nel metodo, nel merito e nella tempistica. Credo e spero che anche la Banca d’Italia e il nostro governo facciano proprie queste legittime considerazioni.

 

Pensate di prendere iniziative particolari contro i provvedimenti dell’Eba?


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