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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Fratta Pasini: così l’Europa "aiuta" la recessione in Italia

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Non credo che si vada verso un ritorno a un passato. Ritengo piuttosto che nell’ambito delle banche universali i singoli istituti sapranno decidere di specializzarsi su determinate attività rispetto ad altre. Probabilmente non ci sarà quindi una segmentazione giuridica, ma un ritorno a una specializzazione per le banche.

 

Le previsioni e le stime per il 2012 sono negative. Lei cosa ne pensa? Dobbiamo rassegnarci al pessimismo?

 

Riprendendo una celebre citazione mi verrebbe da dire: “Non sono io che sono pessimista, è la realtà che è pessima”. Detto questo, credo che dobbiamo essere tutti ottimisti, nel senso che senza dubbio quest’anno si apre con delle problematiche gravi e importanti, ma dobbiamo anche ricordarci che sono successe cose positive grazie alle quali possiamo nutrire una ragionevole e concreta speranza.

 

A che cosa si riferisce?

 

Mi sembra che nel Paese ci sia coesione e voglia di superare la crisi. Nelle imprese c’è forte desiderio di uscire dall’angolo. Tra le parti sociali mi pare che prevalga un senso di responsabilità. La disponibilità degli italiani a fare dei sacrifici è diffusa, purché si colga il loro significato e si possa riprendere una prospettiva di crescita. Se si ricrea questo tipo di fiducia e di condivisione sul fine, credo che sarà possibile affrontare i sacrifici che per forza di cose dobbiamo fare.

 

(Lorenzo Torrisi)

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