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LIBERALIZZAZIONI/ Benzinai e sciopero, l'esperto: vi spiego perché il piano del governo non serve ai consumatori

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È vero che i prezzi sono aumentati molto negli ultimi mesi, però è anche vero che la materia prima, ovvero il petrolio, ha avuto dei forti aumenti di prezzo non trascurabili, risentendo dell'instabile situazione internazionale. Uno dei problemi è, per esempio, quello che riguarda l’Iran, che come sappiamo è uno dei più importanti produttori di petrolio al mondo: motivi politici ben noti lo contrappongono agli Stati Uniti e a tutti i paesi dell’area occidentale e, proprio per questo, potrebbe subire un embargo che andrebbe a colpire anche il petrolio, che ridurrebbe drasticamente la quantità offerta sul mercato internazionale e ne farebbe aumentare molto il prezzo. Sulla base di questa aspettativa di prezzi crescenti, molti operatori del petrolio si sono mossi prima e hanno aumentato le scorte, e questa mossa ha generato un rialzo del prezzo del petrolio, che si riflette quindi sui prodotti derivati come la benzina e il gasolio.

Lei crede che questa liberalizzazione nel settore della distribuzione dei carburanti sia davvero utile?

Alcune liberalizzazioni sono a mio avviso più importanti dal punto di vista del consumatore, perchè possono garantire degli importanti benefici in termini di riduzione del prezzo e di miglioramento della qualità. Ci sono invece altre liberalizzazioni che considero meno rilevanti, e credo che quella del settore carburanti faccia parte di questa seconda categoria, perchè difficilmente andrà a beneficio dei consumatori e sono convinto che il prezzo della benzina resterà certamente elevato.



(Claudio Perlini)

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COMMENTI
18/01/2012 - Prezzo del carburante (Valter Venturi)

Come è stato indicato è giusto permettere al gestore di "diversificare" in modo che l'unico business non sia più la vendita del carburante. Sulla scelta di "intervenire sull'esclusiva di fornitura" servirà solo alle grandi imprese a discapito del piccolo gestore che dovrà curare anche l'approvvigionamento, la logistica e altro. Altro punto di discussione: la composizione del prezzo dei carburanti: -Accisa -IVA -percentuale di biodiesel obbligatorio -costo del gestore -costo di distribuzione. -etc. Va anche aggiunto il costo di raffinazione. Non credo che sia il caso di chiudere le Raffinerie a meno che l'Italia decida che il settore petrolifero non è più un settore strategico. Oltre a questo sono sicuro che si abbasserà il livello di qualità del servizio e sicurezza, la differenza tra impianti di proprietà delle società petrolifere e alcuni impianti non colorari (pompe bianche) sono già un esempio. Ma forse questo agli italiani non interessa ? Non credo.