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FONDO MONETARIO/ Italia in recessione nei prossimi due anni, Pil nel 2012 a -2,2%

Pubblicazione:giovedì 19 gennaio 2012

Il presidente del Fmi, foto Infophoto Il presidente del Fmi, foto Infophoto

E' di nuovo allarme recessione. Il Fondo monetario internazionale avverte del rischio in corso. Non è la prima volta, ma è sicuramente l'allarme in tale senso più autorevole per di più un allarme recessione prolungato a ben due anni, il 2012 e il 2013. Le stime di crescita del Fmi infatti relativamente al 2012, l'anno in corso, prevedono un taglio alle stime fatte nello scorso mese di settembre di ben due punti e mezzo, arrivando quindi a toccare il 2,2% in meno. Per il 2013 invece è previsto un calo ulteriore dello 0,3%. Questi dati del Fondo monetario vengono indicati tramite una anticipazione comunicata dall'agenzia Ansa la quale fa sapere gli aggiornamenti rilasciati dal World Economic Outlook: causa di tutto ciò la moneta unica, l'euro, moneta considerata malata e quindi dal contagio tale da colpire tutte le economie dei Paesi interessati. La ripresa globale quindi è minacciata dalle tensioni sempre crescenti nella cosiddetta eurozona. I rischi al ribasso sono dunque in aumento: l'economia dell'eurozona è previsto allora che vada in lieve recessione. Non è dunque solo un problema italiano, ma mondiale, problema dato dal rialzo dei rendimento dei titoli di Stato,  della diminuzione del credito bancario all'economia reale e dell'impatto delle nuove misure di consolidamento fiscale. Il Fmi prevede una crescita mondiale del 3,3% nel 2012 e del 4% nel 2013, cifre considerate molto basse. Tra l'altro la stima è prevista comunque al ribasso con cali tra lo 0,7 e lo 0,5%. In Europa, nell'area dei Paesi con l'euro, si prevede un Pil generale dello 0,5% nel 2012 con una stima al  ribasso dell'1,6%. Nel 2013 si andrà in crescita, ma con una stima appena dello 0,8%. Nei Paesi dell'eurozona le stime peggiori riguardano appunto l'Italia: se i nostro Paese avrà una contrazione del 2,2% nell'anno in corso, infatti, il Pil tedesco guadagnerà lo 0,3% nel 2012 e l'1,5% nel 2013. La Francia guadagnerà rispettivamente lo 0,2% e l'1% mentre la Spagna andrà in perdita dell'1,7% e dello 0,3%.


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