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GEOFINANZA/ Così la Merkel ci ha fatto perdere la "guerra" con gli Usa

Pubblicazione:giovedì 19 gennaio 2012 - Ultimo aggiornamento:giovedì 19 gennaio 2012, 10.05

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Sul fronte europeo, questo resoconto si avvicina ormai all’attualità. A novembre 2011, dopo il passo indietro del candidato Bundesbank Axel Weber e le dimissioni dell’economista tedesco Jurgen Stark, Mario Draghi sostituisce Jean-Claude Trichet alla presidenza della Bce. Il banchiere uscente, guardiano del rigore secondo la linea franco-tedesca, lascia in una condizione che non può definirsi di piena serenità (si veda la conferenza stampa dell’8 settembre 2011) e passa l’incarico a un uomo sicuramente più incline al riallineamento con la Fed. L’8 dicembre la Bce inaugura una linea più interventista e annuncia operazioni per aumentare la liquidità delle banche europee, mentre l’euro continua a svalutarsi nei confronti del dollaro e a fine 2011 scende sotto quota 1,30 contro il biglietto verde.

L’esito dello scontro non è ancora deciso, ma gli Stati Uniti marcano una vittoria importante: il debito americano appare oggi sostenibile grazie a un primato politico e non per dipendenza dal credito cinese. Per quanto riguarda l’Europa, l’Unione continua sulle barricate del rigore, seguendo un modello a trazione tedesca che è ormai palesemente indifendibile.

 

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COMMENTI
19/01/2012 - Chiamare le cose per nome (Gianluca Lapini)

Ringrazio il misterioso Mr. Livermore per questa serie di articoli con cui ci ha ricordato che la presente crisi viene da lontano. Non sono in grado di entrare nel merito sulla correttezza di molte delle sue interpretazioni, ma sul fatto che quanto sta succedendo sia la manifestazione di una "guerra" finanziaria (toglierei anzi le virgolette) in corso fra le potenze mondiali mi sembra che ci sia poco da discutere. In altri tempi per molto meno una guerra vera sarebbe già scoppiata. Così come il sistematico tartassamento dei popoli avrebbe fatto scoppiare qualche rivoluzione. Speriamo che la gente continui ad avere pazienza.

 
19/01/2012 - Three currencies war (Giuseppe Crippa)

Un grazie a JC Livermore per l'esauriente analisi e soprattutto per la definizione di “Guerra delle tre monete” cui auguro tanta fortuna (tra gli storici dell'economia ed a guerra finita, ovviamente)