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LIBERALIZZAZIONI/ Autostrade, l’esperto: vi spiego come price cap e regolazione incentivante possono ridurre i pedaggi

Pubblicazione:giovedì 19 gennaio 2012 - Ultimo aggiornamento:venerdì 20 gennaio 2012, 12.59

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Immaginiamo che il regolato sia “pigro” o che in cinque anni riesca a ridurre le tariffe solo del 5%, e non del 10%: in questo caso il regolato perde soldi, perché le sue tariffe continuano ad abbassarsi fino al 10%. Bisogna però sottolineare che, pur perdendo soldi, il regolato non fallisce, perché se dopo il quinto anno riesce a ridurre a 80 i suoi costi, continuando ad avere tariffe per 90, ottiene 10 di extraprofitto. Dopo i cinque anni, però, la tariffa non riparte da 90, cosa che altrimenti renderebbe eterno l’extraprofitto. Riparte invece da 80, quindi il regolato si tiene l’extraprofitto ottenuto, che però non è eterno, quindi il vantaggio della sua maggiore efficienza si trasforma, dopo cinque anni, in tariffe più basse per gli utenti. Esattamente quello che avviene nel mercato: un’impresa riesce ad abbassare i costi, fa extraprofitti, ma le altre imprese dopo cinque anni la raggiungono e di conseguenza gli extraprofitti si interrompono, a vantaggio di tutti gli utenti. Questo processo dinamico naturalmente non piace molto ai regolati, perché, simulando il mercato, rappresenta per loro una ”medicina” piuttosto amara. Alla fine del quinquennio, i vantaggi di produttività del regolato vengono trasferiti ai consumatori, ma il regolato è comunque incentivato a fare extraprofitti, che però non gli restano in tasca eternamente.

Parliamo invece degli investimenti.

Anche gli investimenti fanno parte di questa partita, ma da un versante esterno. Oltre ai costi di gestione, il regolato deve anche recuperare quello che spende per gli investimenti, altrimenti rischia di fallire, ma il problema è che le caratteristiche e i prezzi degli investimenti, senza un’Autorità indipendente, sono decisi “in famiglia”, nel tentativo di recuperare il massimo. Ci possono quindi essere margini incongrui o negoziati opachi, e una delle grandi battaglie è stata infatti quella per racchiudere tutto in una gara per aumentare la trasparenza.

Ma se viene posto un tetto alle tariffe, questo potrebbe rappresentare un rischio per eventuali investimenti futuri?

No, perché se il meccanismo è organizzato bene gli investimenti vengono ripagati dagli utenti, visto che ci sono le tariffe. Certo, se non il regolatore non permette di fare degli extraprofitti particolarmente abbondanti, allora può darsi che il regolato si dimostri meno volenteroso, ma questo è nella logica delle cose.

 

(Claudio Perlini)



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