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SCENARIO/ 1. Ecco la regola tedesca che "condanna" Monti

Pubblicazione:lunedì 2 gennaio 2012

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Sentite i nostri governanti che affrontano il tema? Preferiscono sciacquarsi la bocca con le liberalizzazioni (e se aprissimo anche il mercato dei consiglieri di Stato?). Qualcuno dal governo nota che l’accordo dei capi di Stato e di governo del 9 dicembre scorso - il cosiddetto fiscal compact - menziona la regola capestro sul debito, ma non indica la tempistica per l’entrata in vigore. Come dire: campa cavallo… Illudendosi così di poter rinviare il problema quando invece quella regola è già in vigore, salvo proroghe. Perché il premier Monti non parla di questo?

Il combinato disposto di pareggio del bilancio e regola capestro sul debito statale costringerà, non solo l’Italia, a ulteriori manovre correttive dal sicuro effetto recessivo, come attestato anche dalla Banca d’Italia. Dunque: la recessione e la crisi del debito sovrano sono curate con ricette che aggravano la recessione. La via d’uscita più repentina, in una prima fase, è sostenere la domanda, sia privata che pubblica. Ma per far questo la Germania deve da un lato espandere i propri consumi e dall’altro consentire un minimo di leva che può arrivare dalla domanda pubblica, come sollecitano economisti non proprio ultrakeynesiani come Gustavo Piga.

Infine, ci sono le questioni istituzionali. Spetta anche in questo caso alla Germania invertire la rotta. Favorendo con più risorse e maggiore tempestività l’attivazione del fondo salva-stati e non ostacolando un’evoluzione della Bce verso un’azione più pragmatica: se sono stati lodati (anche se i risultati positivi non sono ancora evidenti, e forse è normale che sia così) i prestiti erogati dalla Bce alle banche a tre anni a un tasso dell’1%, perché pensare che siano illegittimi gli acquisti di titoli di stato per evitare che i rendimenti superino determinate soglie?

Non a caso il responsabile del report Scenario 2012 di Intesa Sanpaolo, l’economista Luca Mezzomo, ha scritto che “la Bce continuerà a garantire condizioni di liquidità eccezionalmente accomodanti alle banche e a comprare titoli per volumi considerevoli; tuttavia, rinuncerà ai benefici che offrirebbe, in termini di miglioramento del clima di fiducia, l’annuncio formale di un programma di medio termine con obiettivi determinati”.

 

twitter@Michele_Arnese



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