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LIBERALIZZAZIONI/ Misure "ad personam": forti con i deboli, deboli con i forti

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Mario Monti (Foto: Infophoto)  Mario Monti (Foto: Infophoto)

Decisione importante, liberalizzazione determinante per un paese. Ma non riesco a comprendere perchè si scelga una strada più lunga di quello che era necessario e che era possibile fare. Lo scorporo verrà realizzato tra sei mesi. E va bene. Ma è previsto in decreto, un passaggio in Parlamento. Che ragione c'è?  Non potevano farlo subito? Il Tesoro è il maggiore azionista. Non è che si voglia essere prevenuti e sospettosi, ma non si capisce perché si è voluto scegliere questa strada più lunga.

Parliamo dei trasporti, delle ferrovie.

Qui le cose si fanno un po' più complicate. La decisione di liberalizzare e di separare la rete verrà affidata a un'Autorità dei trasporti che non c'è ancora. E quell'Autorità, al momento inesistente, dovrà decidere “dopo un adeguato periodo d'osservazione” sull'esperienza di altri paesi se farla oppure no. Insomma un bel rinvio e soprattutto detto in modo piuttosto etereo. Ma che cosa c'è da osservare adeguatamente? Da noi, in Italia, i passeggeri sono calati, nei paesi dove la liberalizzazione è stata fatta sono aumentati in percentuali rilevanti. In questo caso mi sembra che manchi un po' di coraggio.

Poi ci sono questioni relative alle banche e alle assicurazioni.

Non mi sembrano di grande impatto e non si riesce a comprendere come possano essere realizzate in un sistema bancario come il nostro. Quanto alle assicurazioni, credo che chi ti offre una polizza sia collegato a una compagnia di assicurazioni. E allora come fa a proporti tre opzioni differenti? Quanti sono gli agenti in Italia che possono permettersi di comportarsi in questo modo e quale rapporto hanno poi con la loro compagnia? Forse avranno altre misure da suggerire, ma al momento, non mi pare una cosa semplice.

Farmacie, notai, tassisti...

Nei primi due casi, la risposta è “così così”. Con i tassisti sono stati molto precisi e la categoria, che sta scalpitando, se ne è accorta. In sostanza ritorniamo a quello che si è detto all'inizio che con i settori meno decisivi si è andati a fondo, mentre con quelli decisivi si è andati con mano morbida. In alcuni casi si sceglie la strada lunga, sperando che allungando la strada non si dimentichi l'obiettivo, in altri casi si sono trovate soluzioni più rapide. C'è poi da aggiungere un'altra considerazione. Non si capisce perché per liberalizzare si debba ricorrere a una pletora di altre norme, leggi, regolamenti.

(Gianluigi Da Rold)



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COMMENTI
22/01/2012 - Verso la fine (Mariano Belli)

Il Paese, guidato dall'ingordigia dei banchieri, sta andando verso il baratro. Non è una frase fatta, attenzione : se continua così, ci sono tutte le premesse per uno scenario da day-after da qui ad un anno. Unica soluzione : default controllato del debito. Non possiamo pagare tutti quegli interessi, che le banche si arrendano di fronte alla realtà e se ne facciano una ragione. Elezioni subito ed equità sociale vera e non a chiacchiere!

 
22/01/2012 - Ad personam? (Giuseppe Crippa)

Nonostante il titolo fuorviante: “ad personam” è un copyright che distingue la pletora di leggi varate dal precedente governo a favore di una persona sola con qualche grattacapo giudiziario e semmai qui occorrerebbe scrivere “ad categoriam”, mi pare che il giudizio sintetico del professor Arrigo relativamente a questo provvedimento sia positivo (“Non c'è dubbio che, prese nel loro complesso, si vada nella direzione giusta, che l'obiettivo sia liberalizzare il Paese” dichiara Arrigo) e coincida con quello dell'intervistatore, che comunque assegna una sufficienza, pur risicata, al provvedimento. Le osservazioni del prof. Arrigo mi sembrano interessanti e se il governo qui definito “debole con i forti” diventasse “forte con i forti” non mi dispiacerebbe certo. Invece che diventi debole con i deboli (ma quali deboli? Gli avvocati? I farmacisti? I notai?) non lo vorrei proprio.