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LIBERALIZZAZIONI/ Servizi pubblici: vantaggi per i consumatori o solo per i Comuni?

Pubblicazione:lunedì 23 gennaio 2012

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Il vantaggio per le casse comunali è chiaro. La cessione di quote di proprietà a investitori privati crea un immediato sollievo per la finanza pubblica locale. Se il servizio è redditizio, come nell’energia e nei rifiuti, all’incasso continuerà poi a sommarsi un flusso di dividendi, che potrebbe invece essere perso se si indicesse una gara “vera”, per il servizio, e vincesse un privato. Meno chiari i vantaggi per i cittadini, come clienti dei servizi locali.

Se il proprio gestore è efficiente, perché sottrarsi a una gara per il servizio? Il gestore sarebbe probabilmente confermato e il Comune manterrebbe il tradizionale potere di indirizzo. A fronte invece di un deficit di efficienza o di qualità del servizio, il Comune potrebbe puntare unicamente al ruolo di regolatore: organizzare con il giusto rigore una gara per il servizio, far subentrare, se si presenta, un operatore privato migliore, controllarne i prezzi e gli investimenti tramite il contratto di servizio e l’azione delle autorità nazionali o locali.

Il problema non è teorico. È notizia di questi giorni il progetto di fusione tra le maggiori utilities municipali italiane quotate in Borsa: A2A (Milano e Brescia), Iren (Torino, Genova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia) ed Hera (Bologna e resto dell’Emilia-Romagna). Con l’ingresso di alcuni investitori privati istituzionali, i Comuni scenderebbero sotto la fatidica quota del 30% che obbliga alla gara. Le quote pubbliche residue assicurerebbero i dividendi, ma non il controllo strategico, che sarebbe esercitato dagli azionisti privati di riferimento o più facilmente dai manager del gruppo.

In conclusione, un progetto di questo tipo assicura denaro alle casse comunali e la nascita di un gruppo importante nel settore europeo delle utilities, due risultati in sé interessanti. Al tempo stesso, tuttavia, priva i cittadini sia del tradizionale controllo politico sulle aziende di pubblica utilità, sia della nuova verifica sull’efficienza e sulla qualità assicurata dalla gara per il servizio. Chi promuove il progetto dovrebbe spiegare perché queste rinunce meritano di essere fatte.



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