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LIBERALIZZAZIONI/ Servizi pubblici: vantaggi per i consumatori o solo per i Comuni?

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Il decreto legge sulle liberalizzazioni tocca anche i servizi pubblici locali. Non porta novità paragonabili a quelle introdotte nel settore dell’energia o delle professioni, ma tramite alcuni aggiustamenti completa la riforma del 2008, rilanciata, dopo i referendum dell’anno scorso, dalla manovra di Ferragosto e dalla Legge di stabilità.

LIBERALIZZAZIONI SERVIZI PUBBLICI LOCALI, IL PARERE DELL'ESPERTO In sintesi, il Consiglio dei Ministri ha rafforzato l’obbligo di affidamento concorrenziale dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, quali la gestione dei rifiuti o il trasporto pubblico locale. Ha inoltre esteso il principio della “gara” al trasporto ferroviario regionale, finora dominato da Trenitalia, da sola o in partnership con le ferrovie regionali, sebbene occorrerà aspettare il 2015 per la scadenza degli affidamenti in essere. Infine, viene incentivata la gestione del servizio su larga scala territoriale.

Le misure introdotte vanno valutate positivamente, nel momento in cui eliminano alcune ambiguità o dimenticanze delle norme precedenti, chiudendo un transitorio di più di 10 anni fatto di deroghe e dilazioni. Nessuna ombra, dunque? In realtà, rimane aperto un problema che è auspicabile trovi il giusto spazio nella riflessione e nel dibattito.

Occorre essere consapevoli che le scelte dei Comuni sulla gara per il servizio saranno “filtrate” dai problemi della finanza pubblica locale. Il riferimento è in particolare alla possibilità di usare la gara non per affidare il servizio, ma per selezionare un socio privato che acquisti una quota non inferiore al 40% e che assuma la direzione strategica e operativa dell’azienda erogatrice del servizio. Oppure, per i Comuni proprietari delle grandi utilities quotate come A2A, Hera, Iren, Acea,  la possibilità di evitare la gara se la proprietà pubblica scende sotto il 30% nel 2015.

In altre parole, proprio nelle città principali, potremmo non assistere a un’effettiva liberalizzazione dei servizi, ma al trionfo delle società pubblico-private. Quale sia il razionale di questo modello di governance non è chiaro e proprio di questo occorrerebbe occuparsi, senza pregiudizi né a favore, né contro.



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