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FINANZA/ Ecco il test greco che spaventa l’Europa

Pubblicazione:martedì 24 gennaio 2012

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Perché le Borse corrono e l’euro torna a quota 1,30 sul dollaro? Davvero è stato raggiunto l’accordo tra creditori privati e governo greco, presunto motore di questi rallies borsistici? No, le piazze europee corrono e gli spread si calmano perché sono tornati in azione i money market funds, ovvero quei fondi comuni d’investimento che operano su strumenti finanziari a breve termine, come buoni del Tesoro, certificati di credito, pronti contro termine, ecc. Se l’anno scorso la loro fuga aveva innescato un’ondata di panico - hanno assets liquidi per 2,7 triliardi dollari -, oggi gli stessi stanno comprando obbligazioni bancarie europee, soprattutto francesi a non più di un anno di scadenza e, in percentuale minore, spagnole. Altro target sono i bonds fino a un massimo di sei mesi di banche britanniche, olandesi e scandinave.

E l’Italia? I titoli delle banche salgono perché salgono i Btp, sia perché stando alle chiacchiere dell’Eurogruppo il fondo Esm dovrebbe essere operativo a breve (questa l’ho già sentita), sia perché la Bce quando compra non ha a che fare con disperati che glieli vogliono vendere in massa come succedeva a novembre. Insomma, si tenta di far ripartire il giocattolino rotto e riparato in qualche modo dall’Eurotower, nella speranza anche di una revisione delle regole di Basilea 3.

E la Grecia, allora? Fumata nera, l’ennesima. Dopo un weekend di trattative, i creditori di Atene hanno sottoposto al governo greco la loro offerta massima per risolvere l’impasse sulla ristrutturazione del debito, ha dichiarato il negoziatore delle banche e dei creditori privati (Iif), Charles Dallara: «La nostra proposta è la proposta massima nel quadro di un piano di scambio del debito cosiddetto “volontario”», ha affermato il numero uno dell’Iif.

E se dall’Eurogruppo di ieri giungevano fiumi di dichiarazioni riguardo la certezza di un accordo entro la settimana, a placare gli entusiasmi ci ha pensato il ministro delle Finanze di Cipro, Kikis Kazamias, secondo cui non solo non vi è certezza riguardo i tempi per la chiusura delle trattative, ma le stesse sarebbero aperte a ogni tipo di conclusione. Anche negativa. Insomma, niente di fatto ma solo tante parole. Se vogliamo parlare di Grecia, invece, facciamolo, ma, una volta per tutte, sgomberiamo il campo dagli equivoci. Atene NON sta beneficiando di un’assistenza del Fmi, il programma di aggiustamento del Fondo lanciato nell’aprile 2010 è infatti terminato nel dicembre scorso con il via libera alla tranche da 8 miliardi (i soldi, però, arriveranno solo a marzo). Un secondo programma comincerà solo dopo che il debito ellenico sarà ristrutturato, ovvero dopo il via libera dei creditori privati (Iif) allo swap. A oggi due terzi dei soldi ottenuti dal Fmi sono stati usati per pagare le maturazioni di bond già esistenti, solo un terzo è stato utilizzato per reale supporto alla Grecia: quindi, il Fmi non ha aiuto i greci, ma le banche che hanno in pancia i bonds.

 

geofinanza.ilsussidiario.net


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COMMENTI
24/01/2012 - haicut e rinvio del conto del sarto? (antonio petrina)

sembra che l'alternativa dei creditori greci sia stata ben descritta nel romanzo di L. Carrol citato da Keyens in Prospettive ,per cui il conto del sarto non va saldato,ma come sempre rinviato e così aumenta l'interesse composto per " salvarsi tutti insieme ".