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LIBERALIZZAZIONI/ Avvocati e professioni: i falsi miti su tariffe e tirocini per i giovani

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Non parliamo poi di merito. L’unico effetto del provvedimento può essere quello di svilire ulteriormente le professioni, perché è evidente che per poter “ottenere” il cliente si prometteranno prestazioni per compensi giustificati solo dalla quantità delle pratiche acquisite, a discapito della qualità. Ma - visto che si torna alla carica in questo senso e visto il clima - mi sembra ormai più complicato resistere a questi luoghi comuni, rischiando di apparire come quelli che difendono d’ufficio il proprio “orticello” corporativo, piuttosto che prendere atto di un provvedimento che comunque cambierà poco o nulla.

Va bene, accettiamo pure di fare la nostra parte e di sottoporci - al pari degli altri - al grido di “dagli al privilegio di turno”. Ma la domanda è: “Veramente si crede di liberalizzare così il mercato”? Veramente un aumento di notai, di avvocati, di tassisti, di farmacie, i negozi aperti a tutte le ore, i benzinai che vendono per più compagnie e dai quali trovare anche i giornali, le agenzie assicurative che devono offrire più prodotti, veramente si può parlare in questo modo di apertura senza precedenti alle liberalizzazioni?

In sostanza, sarei anche favorevole a vere liberalizzazioni, che dovrebbero rendere possibile immettere sul mercato un maggior numero di beni e servizi, fruibili dai cittadini a condizioni più vantaggiose, diminuendo la presenza della mano pubblica nella società civile. Non mi pare che i provvedimenti assunti vadano sufficientemente in questa direzione, non migliorano più di tanto il mercato del lavoro (anche se pare sia in previsione un terzo blocco di provvedimenti da parte del governo) e non eliminano i mille lacci e lacciuoli che legano il cittadino e la sua iniziativa d’impresa nelle vischiosità dell’apparato burocratico-amministrativo.

Vero è che non vi sono alternative a questo governo. Ma, visto che esso si fregia del titolo di “governo tecnico”, slegato dal diretto apprezzamento dei cittadini, e visto che può vantare un certo margine di credito da parte dei partiti che lo sostengono, che gli deriva proprio dal fatto di non avere alternative concrete, un po’ più d’impegno da parte sua me lo sarei aspettato.

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COMMENTI
24/01/2012 - liberalizzazioni (giuseppe gibilisco)

condivido ed aggiungo una ulteriore osservazione. Il numero di avvocati in Italia (240.000 contro i 50/60 mila di ognuno degli altri paesi d'europa) è tale che già siamo in piena concorrenza. L'obiettivo delle liberalizzazioni dichiarato è di far pagare meno i consumatori e quindi le partite IVA liberalizzate dovrebbero avere minori redditi da dichiarare, ma allora , stante gli studi di settore, verranno forse dichiarati evasori, così il bilancio dello stato potrà quadrare imputando a credito queste pretese evasioni. L'obbligo poi di assicurarsi e di dichiararlo in preventivo porterà a contenziosi tra cliente ed avvocato (tanto se va male l'avvocato è assicurato) così stravolgendo la natura della professione.

 
24/01/2012 - esperienza diretta (francesco taddei)

quando i miei genitori si sono separati mia madre non aveva abbastanza denaro per un avvocato. il mantenimento delle tariffe minime serve per non far divorziare la gente?