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ALITALIA/ Verso la "Fiat dei cieli" con Blue Panorama e Windjet?

Pubblicazione:giovedì 26 gennaio 2012

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

ALITALIA: ECCO LE NUOVE STRATEGIE. Vuoti d’aria continui nelle vicende di Alitalia. A seguire le notizie sulla compagnia aerea italiana, infatti, sembra di stare sull’altalena: prima i numeri confortanti che fanno pensare a un prossimo pareggio di bilancio, poi i presunti dissidi tra Roberto Colaninno e Rocco Sabelli e l’uscita di Fingen da Cai, quindi l’ipotesi di un’aggregazione con Meridiana, infine la previsione di perdite anche nel 2011 e i guai finanziari di Air France-Klm, che si pensava potesse aumentare la propria partecipazione nel vettore italiano. L’ultima notizia, fresca fresca di ieri, è che Alitalia è pronta a integrarsi con Blue Panorama e Windjet. Il cda di Cai ha infatti dato disco verde a un piano in questa direzione, dopo aver siglato un memorandum di intenti con le due compagnie.

Nulla ancora di certo e vincolante, sia chiaro. Solo l’inizio di un processo che potrebbe anche finire in un nulla di fatto. Certo è che Blue Panorama ha trasportato nel 2011 2 milioni di passeggeri, mentre Windjet  è arrivata a 2,8. Numeri interessanti per Alitalia, che potrebbe (aggiungendo a questi dati i suoi 25 milioni), in caso di integrazione tra le tre compagnie, sfiorare i 30 milioni di passeggeri trasportati. Ovviamente, nel caso le trattative dovessero andare avanti, servirà anche un parere dell’Antitrust, soprattutto perché Windjet ha una presenza molto forte negli aeroporti di Palermo, Catania e Rimini e Alitalia occupa già una posizione dominante in  altri scali italiani. La compagnia di Antonino Pulvirenti, che è anche Presidente della squadra di calcio di Catania, potrebbe rivelarsi un jolly molto prezioso nel periodo estivo, da affiancare ad AirOne. Si rafforzerebbe la presenza sulle tratte che collegano la Sicilia con la terraferma e la riviera romagnola con alcune capitali europee (Parigi, Berlino, Bucarest, Praga e Copenhagen). Anche Blue Panorama può rivelarsi utile per le tratte vacanziere, sia italiane (in particolare della Calabria), che intercontinentali (Giamaica, Cuba, Brasile, Messico, Colombia, Thailandia, Kenya, ecc.). In quest’ultimo ramo, poi, opera anche nei charter.

Alitalia può dunque rafforzarsi, ma il rischio è che lo faccia su tratte che possono risentire (sia in negativo che in positivo) della crisi, data la loro stagionalità. Se i miglioramenti arrivati in questi primi tre anni di attività si sono visti con l’ampliamento della propria rete intraeuropea e intercontinentale, ora si rischia di fare un passo indietro concentrandosi sul nazionale o sull’intercontinentale, ma da “vacanza”.


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COMMENTI
26/01/2012 - La vedo dura (Antonio Ferri)

L'eventuale ammucchiata che ne verrebbe fuori somiglierebbe parecchio allo schema francese dove detta legge AF e tutto quello che è low cost è relegato in aeroporti impossibili. Senza protezioni in ambito continentale non vedo futuro per compagnie che non siano low cost salvo che per l'attività di federaggio. Sui voli intercontinentali gli spazi sono ormai tutti occupati e poi, per questo tipo di attività, ci vogliono risorse, competenze e massa critica che Az non ha. Ci sarà poi da vedere la questione posizione dominante, su molte rotte interne e non so fino a che punto situazioni di monopolio o quasi come quella di Linate e Catania potranno continuare, se anche li entrerà un po di concorrenza la frittata è fatta. Un vecchio proverbio dice più o meno che a mettere assieme la fame e la sete il risultato non può che essere la miseria. Per Az la vedo dura, molto dura, anche con l'aiuto dello stato.