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FINANZA/ 1. Il "vortice" che fa a pezzi i piani di Merkel e co.

Pubblicazione:giovedì 26 gennaio 2012

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Tanto più che Lee Hardman, analista alla Bank of Tokyo-Mitsubishi, ha preparato un report nel quale si azzardava una tesi decisamente verosimile, ma da pelle d’oca per l’Europa. Ovvero, il mercato ha già prezzato il default greco, il rinnovato nervosismo è dettato dall’attesa di quello portoghese, destinato a trascinare con sé la sovraesposta Spagna. Il perché è presto detto: dei 206 miliardi di debito greco in mano ai privati, una porzione tra i 25 e i 40 miliardi fa riferimento alla legislazione britannica, da sempre incline alla tutela dei diritti del detentore, mentre nel caso lusitano è la stragrande maggioranza dei bonds a essere sotto legislazione di Sua Maestà (Portuguese Euro Medium Term), quindi potenzialmente a rischio di non poter percorrere una strada di ristrutturazione volontaria come quella intrapresa dalla Grecia e con clausole di protezione dei detentori che non lasciano scampo.

E nonostante il 18 gennaio scorso Lisbona sia riuscita a collocare 2,5 miliardi di bond a breve termine con rendimenti lievemente in ribasso (merito dei finanziamenti a tre anni della Bce e proprio delle clausole a garanzia dei detentori ), come già ricordato il mercato secondario manda segnali da allarme rosso. E l’assenza di un firewall europeo serio, leggi il fondo Esm potenziato, per Hardman non fa che aumentare i rischi di un contagio diretto dalla Grecia al Portogallo e da quest’ultimo alla Spagna. A quel punto, il Fiscal Compact che tanto eccita Merkel e Schaeuble, servirà a ben poco.



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