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SOCIAL CARD/ L'esperto: vi spiego i vantaggi dell'ultima sperimentazione

Pubblicazione:giovedì 26 gennaio 2012

La nuova social card (Foto InfoPhoto) La nuova social card (Foto InfoPhoto)

SOCIAL CARD, IL PARERE DELL'ESPERTO SULLA SPERIMENTAZIONE DELLA CARTA ACQUISTI «La sperimentazione di questa nuova modalità della social card, dopo lunghi preparativi, è arrivata finalmente in porto e vede un contributo sostanziale nella definizione della platea dei beneficiari e nella fase di erogazione di un terzo settore attivo nel contrasto alla povertà». Insieme a Luca Pesenti, professore di programmazione del Welfare locale presso l'Università Cattolica di Milano, commentiamo la sperimentazione che il governo vuole rinnovare della nuova social card, la carta acquisti per le fasce economicamente più deboli della popolazione, nei comuni con più di 250 mila abitanti. 

Professore, ci sono differenze rispetto alla “vecchia” social card?

Rispetto all’altra social card credo che i vantaggi siano principalmente due: innanzitutto questa sperimentazione tiene conto del costo della vita delle città in cui viene applicata, ed è quindi più alta; inoltre, mentre con la social card precedente la persona con serie difficoltà, dopo aver ricevuto la carta, si ritrovava comunque sola a dover affrontare i suoi problemi, questa nuova modalità definisce uno sviluppo che permette alla persona di rimanere costantemente in contatto con opere di carità che possono in qualche modo abbracciare il suo problema a 360 gradi. Si tratta quindi di un salto di qualità notevolissimo per il nostro Paese e, dopo questo anno di sperimentazione, vedremo come andrà perché una formula così innovativa presenta tutta una serie di caratteristiche che dovranno rivelarsi efficaci.

Secondo lei uno strumento del genere può rivelarsi davvero efficace nel contrasto alla povertà?

Il nostro Paese è storicamente molto indietro su questo fronte, quindi qualunque cosa si aggiunga non può che rappresentare una buona possibilità di sostenere un segmento della popolazione italiana che oltretutto in questi ultimi anni è in crescita. È aumentata infatti la difficoltà di molti nuclei familiari, quindi ben venga la sperimentazione di un progetto di questo tipo.

Potremmo soffermarci anche sul termine “sperimentazione”. In che modo la nuova social card potrà far registrare risultati soddisfacenti?

Credo che anche il fatto che sia una sperimentazione sia una cosa positiva, perché troppo spesso vengono fatte leggi che, dopo essere messe a regime, si rivelano completamente inefficaci. La prima cosa da capire è che tipo di platea di beneficiari questa carta potrà incontrare, anche se la maggior parte dovrebbero essere in povertà assoluta. Quindi anche molti clochard, che invece nella precedente social card non venivano raggiunti.

E poi?

 


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