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SEMPLIFICAZIONI/ 1. Forte: Monti taglia le leggi, ma anche la crescita

Pubblicazione:sabato 28 gennaio 2012

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Il nuovo decreto settimanale del Governo dei tecnici, soprannominato “Semplifica Italia, contiene in teoria delle buone cose. Il problema che però lascia perplessi, fino a pensare che il decreto possa diventare uno “specchietto per le allodole”, è la portata che può avere realmente nell'attuale situazione italiana. A ben guardare si lavora sempre sulla “cornice”, ma il fatto vero è che all'interno di questa cornice manca sempre il “quadro”. Il professor Francesco Forte, ex ministro delle Finanze ed economista, dimostra più o meno lo stesso scetticismo di fronte alla lettura dei punti del decreto presentati oggi, dopo un nuovo lunghissimo Consiglio dei ministri. 

Una parte consistente della semplificazione a favore delle imprese riguarda gli appalti pubblici. Oggi in media un'impresa presenta 27 volte la stessa documentazione. Il decreto legge prevede che tutti i documenti contenenti i requisiti di carattere generale, tecnico-organizzatico ed economico-finanziario delle aziende vengono acquisiti, e gestiti, dalla Banca dati nazionale dei contratti pubblici. In questo modo si risparmia due volte.

 

Risparmia la Pubblica amministrazione e risparmiano le imprese. Che ne pensa?

 

In sé il fatto è positivo. È evidente che se si elimina una serie di documentazioni, si semplifica. Sarebbe un provvedimento di buona portata, chi può negare una cosa del genere. Però, mi scusi, il problema è un altro e riguarda il momento che stiamo vivendo. Parlo del momento congiunturale economico. Noi stiamo semplificando la documentazione sugli appalti quando gli appalti sono bloccati e non ce ne sono. Mi sembra che ridurre la documentazione diventi irrilevante in una situazione come questa.

 

Complessivamente, professor Forte, anche se occorre dare uno sguardo più approfondito a questo decreto, qual è la sua impressione generale?

 

A mio parere si sta girando intorno al problema, che rimane quello della crescita. Qui si continuano a fare regole, si prefigurano anche semplificazioni e liberalizzazioni a scarto ridotto di fronte a previsioni “terroristiche” del Fondo monetario internazionale e a stime non rassicuranti di altri organismi. Mi sembra che il Governo continui a prefigurare situazioni che non corrispondono alla realtà. Alla fine viene spontaneo dire che vengono predisposti dei provvedimenti suggestivi e pittoreschi, ma la situazione italiana deve fare sempre i conti con una crescita che non viene affrontata nella giusta maniera.

 

A che cosa sta pensando? Al “pacchetto” delle liberalizzazioni che è stato presentato settimana scorsa?


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