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Economia e Finanza

BOSCH VS. FISCO/ L'esperto: così l'Italia ha perso un’altra battaglia contro l’evasione

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Sì, ma in punta di diritto. Senza dar vita a “rappresaglie”. Oltre al rischio di far fuggire gli imprenditori stranieri dal nostro Paese, infatti, difficilmente avremmo avuto la forza per un’azione di rivalsa nei confronti della Germania. Non credo che l’Italia, nei gradi di giudizio internazionali, avrebbe goduto di un trattamento di favore.

Quindi, in sede internazionale, gli strumenti per far valere la legge in dispute di questo genere soccombono alla legge del più forte?

No, gli strumenti ci sono e sono presenti insigni giuristi italiani, con cariche importanti, nelle più alte corti europee. Non ci troviamo, di conseguenza, in una situazione tale per cui valga solamente la legge del più forte. Tuttavia, laddove vi siano dei casi in cui è alto il tasso di discrezionalità, conta anche parecchio la reputazione del Paese in considerazione o del gruppo imprenditoriale. In ogni caso, non è la prima volta che un contenzioso fiscale di importanti dimensioni venga risolto a favore dell’azienda, con una piccola spesa.

Quali altri casi ricorda?

Il più clamoroso fu quello della società Bell. Aveva sede in Lussemburgo, ma faceva capo a Emilio Gnutti e Roberto Colaninno. Quando nel 2001 vendettero la Pirelli realizzarono una plusvalenza di circa 2 miliardi di euro che, per diversi anni, non venne tassata. Tuttavia, la società, benché avesse sede all’estero, era costituita esclusivamente da soci italiani. Con il tempo emerse l’evasione fiscale, ma grazie a una transazione vennero pagati poco più di 200 milioni di euro. Diverse banche, tra cui banca Intesa, Bpm e Monte dei Paschi di Siena sono state, inoltre, protagoniste di operazioni di evasione fiscale attraverso l’esercizio dell’abuso di diritto. Attraverso alcune operazioni, degli interessi sicuri venivano fatti figurare come dividendi ed erano, di conseguenza, tassati di meno. Il fisco si è accontentato, anche in questo caso, di transazioni di cui hanno beneficiato gli istituti di credito.

Cosa ne emerge?

Un quadro un po’ triste; l’Italia è tra i Paesi in cui la tassazione e l’evasione fiscale sono tra le più elevate al mondo. A pagare sono sempre gli stessi, mentre vi è una larga quota di evasori che continua a riuscire a farla franca. Alla luce della stangata che la manovra Monti provocherà sulla famiglie, tutto ciò, oggi, appare ancora meno accettabile.

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