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FINANZA/ Tarantini: cambiamo le banche per aiutare le famiglie

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Di certo si sa che l’economia italiana (e non solo) andrà in recessione e che la crescita del Pil rallenterà un po’ ovunque. L’anno appena iniziato è comunque carico di incognite sia dal punto di vista finanziario che economico. «Credo che il 2012 - ci spiega Graziano Tarantini, Presidente di Banca Akros - sarà un anno durissimo. La vera questione riguarda il fatto che l’Italia deve tornare a crescere e per farlo occorre dare ossigeno alle imprese».

 

In che modo si potrà garantire questo?

 

In Italia la Borsa non è ancora uno strumento che favorisce la crescita delle imprese. La dimensione imprenditoriale non è un dogma, ma vero è che le aziende più grandi hanno dato dimostrazione di essere più redditizie, di riuscire a investire in innovazione e di garantire una maggior qualità occupazionale. È essenziale quindi che ci sia il supporto del sistema bancario, che purtroppo sta pagando caro delle colpe non sue.

 

In che senso?

 

Il nostro sistema bancario ha dimostrato di essere solido. Basti pensare al caso di Bpm, che è riuscita a fare un aumento di capitale in un momento difficilissimo e con tutti i media che la criticavano. Questo vuole dire che le banche italiane sono fondamentalmente sane, non hanno avuto aiuti dallo Stato (salvo il caso limitato dei Tremonti bond), ma vengono ora penalizzate dalle misure dell’Eba. Se non si farà nulla affinché le banche comincino a ridare credito, la via della ripresa economica sarà molto più lenta.

 

La Bce è però intervenuta con misure a favore delle banche.

 

La mossa della Bce è stata positiva, perché ha ridato liquidità alle banche in un momento in cui il mercato interbancario è congelato. Che questo però possa trasformarsi a breve in credito alle imprese non è secondo me automatico. Bisogna fare qualcosa. In questo senso confido molto in Corrado Passera, perché conosce molto bene il problema, potrà affrontarlo in maniera non populista, sapendo molto bene quello che occorre fare.

 

Spera dunque che ci possano essere delle misure particolari in quella che viene definita la fase “cresci-Italia” del governo per facilitare l’erogazione di credito verso le imprese?

 

Sì, anche se ci sarebbe bisogno di un intervento di più ampio respiro: una riforma del sistema bancario che superi il concetto di banca universale. Mi aspettavo che la facesse Obama negli Usa, ma evidentemente la finanza internazionale non gliel’ha consentito. Oggi, infatti, imporre il 9% di Core Tier 1 a tutte le banche come vuole l’Eba potrebbe anche portare dei benefici a quelle che fanno attività a 360 gradi in maniera efficiente, mentre le altre pagherebbero troppo rispetto all’attività che fanno a scapito del credito alle imprese.

 

Come andrebbe fatta questa riforma?



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