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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Così la Germania ha dichiarato guerra all’Italia

Mentre desta ancora scalpore la notizia della telefonata tra Merkel e Napolitano, MAURO BOTTARELLI ci ricorda che da tempo la Germania ha mosso guerra all’Italia sui mercati finanziari

Angela Merkel (Infophoto)Angela Merkel (Infophoto)

«Beh, è assai verosimile, visto che in Germania, come in molti altri paesi (Usa in testa), banche e governo gestiscono strategie comuni nell’interesse del proprio Paese. In Italia speriamo di cominciare...». Questa la risposta, chiara e netta, che un banchiere popolare ha dato alla mia domanda riguardo una diversa interpretazione dell’attivismo politico tedesco nei confronti dell’Italia, mentre su giornali e telegiornali impazzavano le interpretazioni e i commenti riguardo il presunto scoop del Wall Street Journal. Dico presunto non perché la telefonata tra Angela Merkel e Giorgio Napolitano non ci sia stata, la hanno ammessa gli stessi protagonisti, ma perché la volontà teutonica di scaricare sull’Italia i costi della crisi del debito, evitando quindi i peggiori contraccolpi ai cittadini tedeschi, è ben più articolata e di lunga data rispetto al contatto telefonico del 20 ottobre scorso tra Cancelliera e Quirinale, assolutamente ininfluente rispetto a quanto architettato e messo in pratica nei 12 mesi precedenti.

Insomma, non c’è da stupirsi, se non del fatto che i politici italiani non si siano resi conto di quanto stava accadendo dal maggio 2010 e non lo abbiamo denunciato apertamente, anche a rischio di intaccare le relazioni bilaterali e i rapporti in sede europea, anche a costo di scenate stile Margaret Thatcher a Fontainebleu: questa è la vera colpa di Silvio Berlusconi, non festini o altre amenità. Non c’è da chiedersi se sia vero che la Germania ci abbia dichiarato guerra, mostrando il sorriso europeista alle telecamere, ma perché nessuno abbia battuto ciglio. Al limite, a livello accessorio, c’è piuttosto da chiedersi come avrebbero reagito, a parti invertite, gli insopportabili e boriosi media tedeschi: ovvero al fatto che Silvio Berlusconi bypassasse bellamente e irritualmente la sua omologa per telefonare al Presidente Christian Wulff e con lui lamentarsi dei continui veti e rigidità in ambito europeo della Merkel. A occhio e croce, avrebbero scatenato la Terza Guerra mondiale.

Non mi interessa, quindi, cosa si siano detti Angela Merkel e Giorgio Napolitano: il Presidente della Repubblica ha avuto il garbo istituzionale di rispondere alla chiamata e poco mi importa che abbiano parlato del tempo, di ricette, di vacanze o della necessità di far fuori Berlusconi. Io so che la Germania ci ha mosso guerra dal maggio del 2010 e che il luglio del 2011 ha rappresentato la fase attuativa finale dell’attacco: della telefonata del 20 ottobre non mi deve e non ci deve importare nulla, fatta salva la richiesta della Lega Nord di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso (amici leghisti, in questo Paese ancora non sappiamo chi sono i colpevoli per Piazza Fontana e Piazza della Loggia e fino a poco tempo fa al governo, insieme a voi, c’era qualcuno che sembrava pronto ad avvalorare la tesi del piccione-kamikaze per il Dc9 di Ustica).

geofinanza.ilsussidiario.net


COMMENTI
03/01/2012 - differenti visioni (francesco taddei)

la germania pensa che l'europa sia l'arena in cui lottare e vincere, l'italia che l'europa sia la signoria a cui obbedire. questo è il nostro europeismo.