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Economia e Finanza

GEOFINANZA/ Ping pong Ue-Usa: l’euro è salvo, ma…

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4) Nell’anno delle elezioni presidenziali, negli Usa sembra destinato a continuare il duello di politica economica sulle due sponde dell’Atlantico, condensabile nella contrapposizione tra l’esigenza di “stimolo” viva negli Stati Uniti (“Quantitative Easing” della Fed) e “rigore” tenuto ferma dall’Europa germanocentrica.

 

La distinzione tra QE e “non QE” è per certi versi semantica. Anche la Bce ha adottato misure non convenzionali di politica monetaria e sembra essere soddisfatta dei risultati ottenuti con le misure introdotte lo scorso dicembre per mitigare le tensioni presenti sui mercati e prevenire un liquidity crunch del sistema bancario. Rispetto al QE della Fed, le misure della Bce sembrano pù dettate dall’esigenza di rimuovere pressioni di finanziamento del sistema bancario che dalla volontà di iniettare liquidità nel sistema attraverso un meccanismo di riallocazione di portafoglio del settore privato. Allo stesso tempo va riconosciuto il fatto che il sistema bancario europeo è stato inondato di liquidità e pertanto l’attenzione dovrebbe essere su cosa le banche fanno con questo eccesso di liquidità. In sintesi, direi che la maggiore differenza è stata più nell’efficacia della comunicazione delle misure adottate che nella sostanza. Da questo punto di vista la presenza di Mario Draghi alla guida della Bce e la sua sensibilità e attenzione alle esigenze e aspettative dei mercati rappresentano un grosso passo in avanti.

 

La prima scadenza elettorale dell’anno sarà in Francia per le presidenziali. In Spagna il governo è appena cambiato dopo il voto, in Italia e Germania - su fondali diversi - la politica sta scaldando i motori di lunghe campagne elettorali. Anche a Pechino, pur senza consultazioni, Hu Jintao e Wen Jiabao ai avviano a essere avvicendati da Xi Jinping e Li Keqiang. Concordo sull’analisi di mercato di Marco Lira riguardante le dinamiche della liquidità sui mercati, fra convalescenza bancaria e stimoli alla ripresa del ciclo. Un interrogativo di periodo meno breve riguarda ancora una volta i rapporti tra mercati finanziari e istituzioni politiche nel momento in cui in paesi-chiave si ri-consolidassero leadership pubbliche forti. Non è detto che governi più stabili e credibili sposino politiche monetarie meno espansive, ma è probabile che - sotto la spinta di elettorati fortemente critici dell’operato di banche e mercati - poteri pubblici elettivi o indipendenti sarebbero meno condiscendenti nei confronti dei sistemi finanziari di quanto sia stata - un caso per tutti - l’Amministrazione Obama.

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