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Economia e Finanza

FIAT/ Gli allarmi che suonano per Camusso e Marchionne

Domani si terrà il Cda di Fiat con la presentazione dei risultati 2011. Intanto oggi i lavoratori ricevono la prima busta paga col nuovo contratto. Il commento di JUANFRAN VALERON

Foto ImagoeconomicaFoto Imagoeconomica

I celebri giorni della merla, che tanto si stanno facendo sentire nelle fredde temperature di queste ore, sono giorni cruciali anche per Fiat. Domani, infatti, si terrà il Consiglio di amministrazione del Lingotto che presenterà i conti del 2011. Le previsioni, a differenza di quelle meteo, sono in questo caso positive. Ci si attende che tanto Chrysler quanto il mercato brasiliano possano portare a cifre superiori a quelle preventivate. Se così fosse, il “problema” per Sergio Marchionne sarebbe rappresentato dal mercato europeo. In questi giorni arriveranno anche nuovi dati in proposito e si potrà così capire se persisterà, come è probabile, il trend negativo delle immatricolazioni.

Intanto oggi i dipendenti Fiat riceveranno la loro prima busta paga dopo la sigla del nuovo contratto avvenuta a dicembre. Oltre a un kit di istruzioni e di spiegazioni delle novità che ci saranno in tema di anzianità, orari e relative retribuzioni, premi e sicurezza, i lavoratori del gruppo troveranno circa 80 euro (lordi) in più. Si tratta, a quanto pare, di 40 euro derivanti dalla spalmatura mensile della quattordicesima e di altri 40 euro frutto di una tranche del contratto collettivo di categoria del 2009.

Tutto il materiale esplicativo consegnato ai dipendenti porta uno slogan forte ed eloquente: “Il coraggio di cambiare insieme”. Ed effettivamente sempre più lavoratori Fiat stanno abbracciando il progetto dell’azienda. A Melfi, infatti, dopo le dimissioni di tre delegati Fiom in dissenso con le scelte dei propri vertici, duecento lavoratori iscritti alla federazione dei metalmeccanici della Cgil hanno deciso di tesserarsi con la Fim-Cisl. Un duro colpo per il sindacato guidato da Maurizio Landini, che aveva da poco terminato la raccolta delle firme necessarie per indire un referendum abrogativo del contratto di lavoro del gruppo Fiat. Un allarme che suona anche a livello confederale per la Cgil di Susanna Camusso, che si era da poco riavvicinata alle posizioni della Fiom, ma che rischia di pagare l’intransigenza nella scelta di non firmare alcun accordo con l’azienda guidata da Marchionne.