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TAV/ L'esperto: la Torino-Lione? Una grande opera politica, ma senza senso economico

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Le proteste in Val di Susa (Foto InfoPhoto)  Le proteste in Val di Susa (Foto InfoPhoto)

Ho i miei dubbi sull’importanza di quest’opera per il Piemonte. Quando si parla di Alta velocità, i treni passano attraverso un territorio, ma non si fermano, quindi può rappresentare qualcosa al massimo per Torino, ma per le altre zone non credo proprio. È come tutta l’Alta velocità: se guardiamo alla Milano-Bologna, solo queste due città possono guadagnarci qualcosa, ma tutte le altre città intermedie hanno addirittura perso in collegamenti.

E invece per l’Europa?

Per l’Europa è certamente più importante, ma il valore è essenzialmente simbolico, perché quest’opera permetterebbe di aumentare quelle reti internazionali che uniscono meglio i vari paesi. È certamente positivo il fatto che l’Unione europea contribuisca al 40%, e credo che questo rappresenti anche un passo in avanti nella trattativa, perché ormai si rischiava realmente che l’opera non venisse proprio realizzata. Questo sarebbe stato certamente uno schiaffo per l’Unione europea, e credo che anche sotto questa “minaccia” abbia deciso di andare maggiormente incontro a Francia e Italia. Anche la Francia ha aumentato il suo contributo, ma ricordiamo sempre che la spesa maggiore verrà comunque dall’Italia.

Le polemiche con la popolazione della val di Susa sembrano destinate a non finire, anche se è stato assicurato che la realizzazione della tratta transfrontaliera riguarderà solo in maniera marginale i territori interessati. È vero?

Sì è vero, e anche il fatto di aver ridotto i costi porta inevitabilmente a ridurre la conflittualità, che però riguarda solamente il nostro Paese, e non la Francia, a dimostrazione ancora una volta che in Italia sulle grandi opere non si riesce mai a raggiungere un accordo.

 

(Claudio Perlini)



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