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Economia e Finanza

VERTICE UE/ L’esperto: così il Fiscal Compact diventa una vittoria della Merkel

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«Ma non possiamo farlo in due anni. Quindi, nei Paesi più indebitati si valuterà anche l’aspetto tendenziale, la traiettoria di convergenza verso il 60%. Come già, del resto, prevedeva il primo patto di stabilità». C’è un’altra ragione per la quale si è deciso di adottare una tale clausola di salvataggio: «La solvibilità di un Paese non si valuta, di certo, prendendo in esame unicamente il comportamento dello Stato, ma anche considerando quello dei privati. Se lo Stato, infatti, risultasse insolvente, dovrebbe farsene carico il privato. Che non potrebbe farlo se fosse a sua volta indebitato». Per inciso, la nostra situazione, tutto sommato, è decisamente superiore a quella di paesi considerati tradizionalmente economicamente più forti del nostro: «Il rapporto debito/Pil del Regno Unito, ad esempio, è all’80%, ma fino a due anni e mezzo fa era al 40; ha un deficit che è cinque volte il nostro; è molto più indebitato, dal punto di vista privato, di noi; e ha un sistema bancario estremamente più a rischio ed esposto a titoli tossici e, per le sue dimensioni, in grado di fare molti più danni del nostro».

 

(Paolo Nessi

 

 

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