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RECESSIONE/ L'allarme di Juncker (Eurogruppo): Europa sull'orlo

Pubblicazione:mercoledì 4 gennaio 2012

Jean-Claude Juncker, foto InfoPhoto Jean-Claude Juncker, foto InfoPhoto

Ennesimo richiamo al pericolo recessione, arrivato oggi dal presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker durante una intervista concessa alla radio tedesca. Per Juncker l'Europa è sull'orlo della recessione ed è quindi necessario agire in modo "adeguato al rallentamento economico". La reale consistenza di questo stato di recessione, per Juncker, è ancora da calcolare e resta sconosciuta. Infine una osservazione sulla Grecia, di cui il presidente dell'Eurogruppo esclude qualunque uscita dall'euro per tornare alla dracma: il ritorno alla moneta nazionale non è una opzione e la Grecia non la sta contemplando, ha detto. In una dichiarazione rilasciata al giornale inglese Telegraph, poi, Juncker parla di una situazione difficile ma comunque affrontabile nonostante i creditori siano "riluttanti a concedere i prestiti". Questo mentre il centro studi Markit Economics presenta uno studio in cui si dichiara che le imprese dell'eurozona sono già in un quadro recessivo. Le stime del centro studi avvertono però che il quadro recessivo è meno acuto di quanto inizialmente stimato, ciò nonostante le aziende europee siano coinvolte da un quadro chiaramente recessivo. Si tratta di stime in cui il pmi, il Purchasing managers index, è arrivato a quota 48,3 punti in risalita rispetto ai 47 punti del mese di dicembre e superiore ai 47,9 punti stimati. Dati migliori del previsto ma che non cambiano nella sostanza un quadro sostanzialmente negativo. La soglia die 50 punti infatti significa la differenza fra espansine e calo dell'attività delle imprese. Colpa di questa situazione, secondo il centro studi Markit, Italia e Spagna le cui contrazioni hanno bloccato i segnali positivi che venivano invece dalla Germania. Il comunicato del centro studi afferma che la ripresa del Pmi di dicembre "serve poco a placare le preoccupazioni circa il ritorno di una recessione. Nonostante il segnale positivo, il quarto trimestre ha registrato la contrazione più netta dalla primavera del 2009 e gli indicatori per il futuro suggeriscono come un'altra contrazione è prevedibile per il primo trimestre del 2012".


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